No. 106  2-8 luglio 2003

Prima pagina
















Numero visitatori
dal 16 augosto 2001
967976


12 visitatori online

Archivio Gazzettino

Gazzettino No. 333
(16-22 luglio 2008)


Gazzettino No. 331
(9-15 luglio 2008)


Gazzettino No. 330
(2-8 luglio 2008)


Gazzettino No. 329
(25 giugno - 1 luglio 2008)


Archivio generale  


 Indietro   Stampa immagine  


Isarescu ha sciupato un’occasione per dimostrare la propria virilità

    La scorsa settimana, mentre le dispute politiche si sono concentrate nella Camera dei Deputati e sulle modificazioni della Costituzione, una dichiarazione del Governatore della Banca Nazionale di Romania, avrebbe avuto tutte le possibilità di accendere un ampio dibattito pubblico. Purtroppo, così non è stato. In sostanza, invitato alla presentazione di un trattato di economia, il governatore della BNR ha affermato che il sistema tributario romeno è soffocante. La dichiarazione è stata ripresa immediatamente da tutti i giornali, visto che, logicamente, una simile affermazione, appartenete alla più alta autorità finanziaria indipendente, avrebbe dovuto preoccupare il Governo e produrre, se non un cambiamento, almeno una profonda analisi del sistema fiscale romeno. La stampa ha lodato Isarescu per il suo “coraggio” e gli ha accordato tutto il proprio appoggio per la sua nuova campagna. Purtroppo, il giorno successivo alla prova di “virilità” e dopo essere stato “rimproverato”, tramite un secco ed ironico comunicato, da parte del ministro delle Finanze, Isarescu si è “rammollito”, dando ragione a coloro i quali, nel 2000, affermarono che il PSD gli permise di rimanere in carica a patto che rimanesse… “tranquillo”.

Isarescu: “Il livello delle tasse in Romania è soffocante”

Il livello delle tasse in Romania è soffocante, sebbene gli introiti dell’erario rappresentino solo il 30% del PIL, contro il 50% dei paesi più sviluppati, poiché solo una parte della società è inclusa nella categoria dei contribuenti, lo ha dichiarato la scorsa settimana il governatore della Banca Nazionale di Romania, Mugur Isarescu, in occasione della presentazione del libro “La transizione in Romania, ultima opera dell’accademico Emilian Dobrescu. “Non voglio suggerire che il nostro PIL sia sovrastimato, ma dalla grandezza degli introiti risultano cifre poco realistiche. In sostanza, il grado di tassazione di una parte della società è soffocante”, ha detto Isarescu. Il governatore ha spiegato che più del 40% della popolazione vive nelle campagne e il loro contributo alla formazione del PIL non appare negli introiti dell’erario. “Non è possibile che tutte le persone che si lamentano della pressione fiscale siano pazze. Non facciamoci illusioni affermando di avere un livello di tassazione basso”, ha aggiunto Isarescu. Secondo il rappresentante della BNR, bisogna dare importanza alla dinamica dell’economia non contabilizzata.

Dai dati dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) risulta che l’imposta sui salari romeni è tra le più alte in Europa. Qui si applicano aliquote alte anche per i redditi medi e bassi. L’Esecutivo ha ridotto, nel 2003, i contributi totali per le assicurazioni sociali dal 57% al 52% del salario lordo. I contributi sono per il 35% a carico delle ditte e per il 17% a carico dei dipendenti, caso delle ditte, risultando essere tra i più elevati in Europa. Inoltre le aziende pagano anche un’imposta sul profitto del 25%. I contributi per le assicurazioni sociali e sanitarie è, a carico dei datori di lavoro per il 9,5% del salario lordo. I dipendenti versano un altro 6,5% per la sanità e un 1% per il fondo disoccupazione. Per le ditte, il contributo alle assicurazioni sociali è del 24,5%, per il fondo sanitario del 7%, per la disoccupazione si paga il 3,5 del salario lordo. Secondo il rapporto dell’OCSE, lo scorso anno, nei paesi membri, le imposte sui salari sono scese tra il 2,6% (in Ungheria) e il 4,2% (in Olanda). Esistono anche degli stati in cui la fiscalità è aumentata, in Lussemburgo, ad esempio, si è registrato un aumento dell’1,1%. I contributi per le assicurazioni sociali sono, generalmente, molto più bassi del 52% romeno. Ad esempio, in Polonia e Francia, il livello dei contributi è del 38%, del 37% in Slovacchia ed Austria, del 35% in Belgio e Repubblica Ceca, del 34% in Grecia e Germania, del 33% in Ungheria, del 32% in Italia. I livelli più bassi li abbiamo in Danimarca, 12%, Norvegia, 18%, ed Irlanda, 14%. Per quanto riguarda le imposte sui salari delle persone con redditi medi esse variano nei paesi aderenti all’OCSE tra lo 0% in Grecia e il 32% in Danimarca. Aliquote elevate per i redditi salariali medi le ritroviamo in Belgio – 21%, Finlandia – 20%, Germania – 17%. I livelli più bassi si incontrano in Portogallo – 4%, Slovacchia – 5%, Olanda – 6%, Austria – 8%, Francia 9%. In Romania, l’imposta su un salario lordo medio ammonta a circa il 22%. L’aliquota massima di imposta, 40%, si applica per i salari superiori agli 11,6 milioni di lei, poco più di due salari medi lordi, circa 323 euro.

La replica di Tanasescu

Il ministro delle Finanze, Mihai Tanasescu, ha dichiarato che le idee presentate dal governatore della BNR Mugur Isarescu in merito al grado eccessivo di tassazione rappresentano una presentazione in tre capitoli del libro dell’accademico Emil Dobrescu. “Mugur Isarescu ha commentato tre capitoli del libro. Ha fatto una specie di sintesi del volume. Sono idee che appartengono al professore Dobrescu e non rappresentano l’opinione di Mugur Isarescu sul grado di tassazione presente in Romania”, ha affermato Tanasescu, aggiungendo che, a suo parere, il libro è un capolavoro degli studi economici romeni e la strategia di sviluppo a lungo termine dovrà tenerne conto. “Gli introiti dell’erario ammontano al 30% del PIL, in altri paesi toccano il 40-50%. Noi dovremo puntare alla crescita degli attuali livelli, non mediante l’aumento delle imposte, ma identificando le fonti del PIL non ancora tassate”, ha precisato il ministro delle Finanze.

Isarescu ci ripensa

Dopo la replica di Tanasescu e impaurito dall’irritazione del ministro, Mugur Isarescu ha corretto le affermazioni iniziali, trasmettendo alla stampa delle precisazioni con cui “addolcisce” i toni e tenta di entrare nelle grazie del ministro. “I riferimenti da me svolti in relazione al livello di tassazione in Romania, hanno sollevato delle reazioni innaturali. Sono costretto a fare qualche precisazione. Le mie non sono state delle dichiarazioni ufficiali, ma solamente delle affermazioni dedicate al libro “La transizione in Romania”, dell’accademico Emilian Dobrescu, evento ospitato preso la sede della Banca Nazionale, nel corso del quale si è tenuto un colloquio di alto spessore scientifico. Partendo da alcuni calcoli pubblicati nel volume di Emilian Dobrescu, ho ripreso una sua affermazione: il peso degli introiti erariali sul PIL può essere ingannevole, poiché tutto ricade esclusivamente su una parte dell’economia, quella contabilizzata, la sola che sostiene le casse dello stato. Né i calcoli del professor Emilian Dobrescu, né le mie sottolineature fanno riferimento esclusivamente alle imposte riguardanti il Ministero delle Finanze. È noto che in Romania si raccolgono svariati tipi di tasse, da quelle per le strade, a quelle per la giustizia, ai contributi sociali. Di questa marea di tributi solo una parte riguarda il Ministero delle Finanze”, ha “precisato” Mugur Isarescu, probabilmente su espressa richiesta del ministro Tanasescu. Come ci si poteva attendere, a seguito del comunicato, i commenti della stampa nei confronti di Isarescu non sono stati molto favorevoli, generalmente la conclusione è stata che il governatore avrebbe fatto meglio a tacere o a precisare fin da principio di volere solamente commentare un libro.

Ioan Brad


 Home   In alto   Stampa immagine  


 Pubblicità    Abbonamenti    Chi siamo  

Redazione: Timisoara, Romania
Tel./Fax +40(0)256-493012, +40(0)256-282556
E-mail: gazzettino@gazzettino.ro Internet: www.gazzettino.ro