No. 320  16-22 aprile 2008

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Electrica acquisisce Hidroelectrica e gli impianti di Rovinari e Turceni per formare la compagnia integrata

    L’Autorità per la Valorizzazione dei Beni dello Stato (AVAS) aumenterà il capitale sociale di Electrica mediante un apporto in natura dei produttori di energia Hidroelectrica e degli impianti di Turceni e Rovinari, per formare la compagnia energetica integrata annunciata dalle autorità lo scorso anno. La prima tappa della costituzione della compagnia energetica nazionale consta nel trasferimento di Hidroelectrica dall’amministrazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze in amministrazione dell’AVAS, si scrive in un progetto di decisione di Governo. “I rappresentanti dello stato nell’Assemblea Generale Straordinaria degli Azionisti della compagnia saranno delegati ad approvare l’aumento del capitale con apporto in natura da parte dello stato, mediante l’AVAS, valutato in conformità alla legislazione vigente e rappresentante l’intero pacchetto di azioni nominali detenute dallo stato presso Hidroelectrica”, si afferma nel progetto normativo. Allo stesso tempo, i rappresentanti dello stato approveranno anche l’emissione di nuove azioni di Electrica che spetteranno allo stato mediante l’AVAS, in cambio di un apporto in natura, e del trasferimento di tutte le azioni nominative detenute presso Hidroelectrica dalla proprietà privata dello stato e dell’AVAS in proprietà di Electrica. Allo stesso tempo, l’AVAS delegherà i suoi rappresentanti di approvare nell’AGS degli stabilimenti di Turceni e Rovinari le stesse procedure applicate per Hidroelectrica, cioè l’aumento della partecipazione dello stato in Electrica mediante l’apporto in natura dei due produttori di energia. Electrica aveva alla fine di marzo 2008 un capitale sociale di 2,02 miliardi di lei. Secondo i risultati finanziari preliminari di Electrica, la società lo scorso anno ha registrato un fatturato di 5,51 miliardi di lei, spese di 5,42 miliardi di lei, e un profitto lordo di 93 milioni di lei. Electrica ha previsto per quest’anno introiti per 7,86 miliardi di lei, in crescita del 42,7%, grazie ai proventi ottenuti dalla privatizzazione di Electrica Muntenia Sud da parte del gruppo italiano Enel, per circa 400 milioni di euro. Allo stesso tempo, le spese per il 2008 sono previste a 6,48 miliardi di lei, un valore più alto del 20% rispetto a quello registrato lo scorso anno.

I salariati di Hidroelectrica chiedono alla CE di intervenire per fermare la creazione della società energetica integrata

I salariati di Hidroelectrica sostengono, in una lettera inviata alla Commissione Europea, che la futura compagnia integrata formata da Hidroelectrica, Electrica e dai due stabilimenti energetici rappresenterà “un abuso di posizione dominante sul mercato” e chiedono l’intervento del commissario europeo per la concorrenza. Il sindacato Hidrosind, che riunisce i salariati di Hidroelectrica, affermano nella lettera inviata al commissario europeo per la Concorrenza, Neelie Kroes, che la nuova struttura concentrerà metà della produzione di energia in Romania, avrà una posizione dominante sul mercato e determinerà una riduzione della competizione, con gravi conseguenze sulla produzione. Allo stesso tempo, il sindacato sostiene che la creazione della compagnia integrata ostacolerà la trasparenza nella formazione dei prezzi, in quanto si accorderà un aiuto di stato occulto all’estrazione del carbone di qualità inferiore, con gravi conseguenze per l’ambiente. “L’azione del Governo, riguarda, a nostro avviso, la privatizzazione di parti di Hidroelectrica, al limite della legge e in grado di mettere in pericolo la sicurezza del sistema energetico”, si scrive nel testo inviato alla Commissione Europea. I rappresentanti di Hidrosind chiedono al commissario europeo di pretendere dal Governo romeno il rispetto degli impegni assunti con la UE. Il progetto di creazione della società energetica nazionale è stato incluso nel documento di strategia per il settore energetico approvato dal Governo nel 2007.

IRE: La compagnia integrata creerà un’oligarchia nel settore a svantaggio di Hidroelectrica

Secondo l’Istituto per lo Studio della Gestione e dell’Utilizzazione delle Risorse Energetiche (IRE), la creazione della società energetica progettata dal Governo provocherà la formazione di un oligopolio nel settore energetico e più in generale nell’economia nazionale, mentre l’inclusione di Hidroelectrica in questa struttura rappresenterebbe un errore. “Non abbiamo bisogno di oligarchi nell’economia del paese, perché crearli in questo momento?”, ha dichiarato, a un seminario sul tema dell’energia, il presidente dell’Istituto Nazionale Romeno per lo Studio della Gestione e dell’Utilizzazione delle Risorse Energetiche (IRE) Jean Constantinescu, che allo stesso tempo è anche un prestigioso analista del mercato dell’energia. Constantinescu in passato ha detenuto anche la presidenza dell’Autorità Nazioanle per la Regolamentazione del Settore dell’Energia. Egli ha affermato che con la creazione della società integrata, che includerà Electrica, Hidroelectrica e due stabilimenti energetici dell’Oltenia, il 50% della produzione di energia e l’80% dei servizi tecnici saranno concentrati in una sola struttura, il che avrà degli effetti negativi sulla competizione e la liquidità del mercato. “I produttori destineranno la produzione ai propri fornitori saltando il mercato. Nella UE, la tendenza è che un produttore non possieda più del 20% del mercato”, ha aggiunto Constantinescu. Presente al seminario, il responsabile della Direzione delle politiche energetiche del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), Alexandru Sandulescu, ha dichiarato di condividere le affermazioni del rappresentante dell’IRE. “Sono d’accordo su quasi tutto quello che ha detto il signor Constantinescu”, ha detto Sandulescu. Allo stesso tempo, Constantinescu ha affermato che mediante la creazione di una società integrata l’attività di Hidroelectrica, il più grosso produttore della Romania, è messo in pericolo. Inoltre è la prima volta che si apre la possibilità di privatizzazione della società senza tenere conto del ruolo vitale svolto da Hidroelectrica. “Hidroelectrica deve essere lasciata lavorare. Se la lasceremo fare, nel 2020 potremo contare su 25 TWh a Hidroelectrica. Dobbiamo consolidare il settore idro, perché si confronta con una stagnazione degli investimenti. Hidroelectrica fino ad oggi è stata protetta dalla privatizzazione e ha un valore inestimabile che non può essere apprezzato in Romania nelle attuali condizioni, quando nessuno non sa qual è il valore dei suoi assets. É la prima volta in cui si crea una breccia per la privatizzazione delle attività idro. Sarebbe un errore enorme se la società fosse assegnata solo la settore privato, anche dello stato”, ha detto Constantinescu. Egli ha criticato anche la strategia del Governo rispetto al metano che dovrebbe essere utilizzato per la produzione di energia in proporzione molto più ampia. Allo stesso tempo, Constantinescu crede che la disposizione inclusa dal Governo nella strategia energetica, secondo cui la Romania entro il 2020 diventerebbe un esportatore di energia, sia una “sciocchezza”. “Senza esportazione di energia, possiamo vendere beni con valore aggiunto più alto”, ha detto Constantinescu. Egli considera che l’apparizione della compagnia energetica integrata bloccherà il programma di investimenti di Hidroelectrica, per un valore di diversi miliardi di euro, e i fondi destinati a questa compagnia saranno destinati ad altre società. “Si tratta di una nota contabile. Si vogliono spostare dei beni da una parte all’altra e assestare un colpo di grazia al programma di investimenti di Hidroelectrica. Si bloccheranno i fondi di Hidroelectrica spostandoli verso altri settori”, ha detto il presidente dell’IRE. Constantinescu ha affermato che l’ANRE, che si dovrebbe preoccupare di garantire la concorrenza sul mercato, e non di stabilire le tariffe, dovrebbe opporsi a questo progetto. Secondo il presidente dell’IRE, nella strategia energetica c’è qualcosa di bizzarro, cioè l’ipotesi di ridurre il consumo di gas. “Al contrario bisogna stimolare il consumo di gas”, ha detto Constantinescu, aggiungendo che a suo avviso la strategia energetica è stata elaborata da consulenti di parte che hanno voluto solo rispondere agli ordini del committente, cioè dello stato romeno.

MEF: L’AVAS non è pronta per attribuzioni nel settore energetico

L’Autorità per la Valorizzazione dei Beni dello Stato (AVAS), l’azionariato maggioritario della futura compagnia integrata, non è pronta per rilevare le competenze del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) nel settore energetico, come ad esempio quella del riscaldamento per la popolazione durante l’inverno, ha affermato il rappresentante del MEF. “Non capiamo perché la compagnia integrata debba essere gestita dall’AVAS e non da un’istituzione specializzata del Ministero dell’Economia. A questa domanda non ho ricevuto alcuna risposta”, ha dichiarato, giovedì scorso, il capo della Direzione della politica energetica del MEF, Alexandru Sandulescu. L’AVAS ha elaborato un progetto di atto normativo attraverso il quale Electrica acquisirà Hidroelectrica e gli impianti di Turceni e Rovinari, per creare una compagnia energetica integrata. Hidroelectrica è uno dei pochi produttori rimasti in subordine del MEF, poiché la gran parte delle altre società sono state trasferite in gestione dell’AVAS, tramite una decisione del Governo. Da questo punto di vista, il Ministero dell’Economia non potrà più controllare il mercato dell’energia, mentre l’AVAS, un ente specializzato nel settore delle privatizzazioni, secondo Sandulescu, non è qualificata per gestire questo settore. “Con il trasferimento di Hidroelectrica in subordine di Electrica, il MEF perde tutta la sua autorità. Poi, per legge, il Ministero dell’Economia è responsabile per il programma invernale di riscaldamento e questo si realizza con interventi diretti sui produttori. Due anni fa, senza questi interventi non avremmo superato l’inverno. Hidroelectrica è un brand, e anche nella strategia energetica si afferma che deve rimanere sotto il controllo dello stato”, ha detto Sandulescu a un seminario sui temi energetici. Il presidente dell’AVAS, Teodor Atanasiu, ha dichiarato che l’azionista di riferimento della futura società potrà essere qualsiasi istituzione, perché il buon funzionamento di un’unità non è dovuto agli azionisti ma ai suoi amministratori. “Non conta chi sarà l’azionista di maggioranza, importanti saranno il management e gli amministratori. Su di loro si concentrano tute le responsabilità. L’azionista si limita a chiedere relazioni finanziarie e a verificare se il programma svolto dagli amministratori è efficiente per la ditta oppure no”, ha detto Atanasiu. Riguardo al programma invernale, il responsabile dell’AVAS ha ricordato che in ogni stato europeo le politiche settoriali sono avviate dai ministeri implicati, in questo caso il MEF. A suo avvio, le politiche settoriali sono vincolanti per gli amministratori e non conta se la società in questione è pubblica o privata. “Probabilmente alcuni dirigenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze sono lì dal tempo del comunismo e credono che si possano ancora fare delle telefonate per dire agli altri cosa e fare e come farlo”, ha detto Atanasiu.

CEZ Oltenia: Rovinari e Turceni hanno bisogno di investimenti miliardari

Ion Lungu, il rappresentante di CEZ Oltenia e allo stesso tempo presidente dell’Associazione Nazionale dei Fornitori di Energia Elettrica della Romania, ha affermato che una compagnia energetica integrata, come il gruppo CEZ (utilizzato come modello dal premier Calin Popescu Tariceanu nei suoi interventi sulla costituzione della società energetica integrata) dovrebbe vendere in borsa tutta l’energia prodotto. “La società integrata dovrebbe fare quello che fa la CEZ in Repubblica ceca, dove è obbligata a vendere tutta l’energia in borsa. Una simile concentrazione può ostacolare la competizione sui mercati, mentre il desiderio dei fornitori è di rispettare le regole del mercato”, ha detto Lungu. A sua volta, l’ex ministro dell’Industria, Dan Ioan Popescu, ha affermato che la creazione di una compagnia integrata è “un errore” che non risolve i problemi del settore energetico. “Si tratta di un errore, le cose non si possono risolvere così. Rovinari e Turceni hanno bisogno di investimenti per miliardi. Arriveranno per loro dei fondi da Hidroelectrica? Si tratta di una domanda a cui si deve rispondere prima di costituire la compagnia energetica integrata”, ha detto Popescu. L’ex ministro ha aggiunto che nel 2013 la Romania importerà energia, situazione normale nel contesto dell’Unione Europea, ma anormale nelle condizioni in cui la Romania detiene delle capacità di produzione dell’energia. “Ci si affida troppo all’entusiasmo e si crede che si possa cambiare tutto da un giorno all’altro. Nel 2013 saremo obbligati a pagare un prezzo più alto o a chiudere degli stabilimenti. La Romania avrà bisogno di molto tempo per concentrarsi sui problemi del settore energetico a carbone”, ha detto Dan Ioan Popescu.

Ioan Brad


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