No. 320  16-22 aprile 2008

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Il voto all’estero in attesa dei risultati definitivi

    È scaduto il 10 aprile alle 16,00 – ora locale dei diversi Paesi di dislocazione – il termine ultimo, per 3.649.377 cittadini italiani iscritti all’AIRE, per far recapitare alla proprio Consolato il plico elettorale votato. Gli aventi diritto al voto all’estero sono così distribuiti: 2.072.410 in Europa; 1. 017.776 in America Meridionale; 359.852 in America Settentrionale e Centrale; 199.339 in Africa, Asia, Oceania e Antartide. Le schede una volta raccolte nelle sedi consolari sono state inviate in Italia. Lo spoglio delle schede è partito contemporaneamente allo spoglio delle schede dei residenti in Italia, a partire da lunedì 14 aprile ore 14.00 presso una sede dedicata allestita a Castelnuovo di Porto, in provincia di Roma. 1.200 i seggi: 617 per l’Europa, 389 per il Sud America, 114 per il Centro e Nord America, 80 per l’Africa, Asia e Australia. Il costo stimato delle operazioni di voto in occasione delle precedenti elezioni è stato per ogni elettore residente all’estero di 14,55 euro. Nel 2006 i cittadini aventi diritto al voto sulla Camera erano 2.707.382, i votanti sono stati 1.053.864, pari al 38,93%; gli aventi diritto al Senato erano 2.432.340, i votanti sono stati 962. 107, pari al 39, 55% Schede non valide alla Camera 82.712, al Senato 71.046. Il dettaglio-Paese Camera e il dettaglio-Paese Senato metteva in evidenza alcune specificità territoriali di particolare rilievo che hanno pesato sul risultato definitivo aggregato. I risultati 2006 avevano visto prevalere il centro-sinistra. In Romania, nel 2006 votò il 53,17 per cento degli aventi diritto (856 persone su 1610) assegnando la maggior parte delle preferenze alla coalizione guidata da Silvio Berlusconi. Anche quest’anno gli italiani residenti nella Repubblica Moldova non hanno potuto votare per corrispondenza, ma hanno beneficiato del rimborso del 75% del costo del biglietto di viaggio per recarsi al voto in Italia. Nel peggiore stile della politica e dell’informazione italiana durante la campagna elettorale si sono rincorse voci su presunti brogli e irregolarità in relazione alla gestione del voto all’estero. Il Ministero degli Esteri ha puntualmente precisato che simili illazioni non hanno trovato alcun riscontro reale. Si sono invece verificati alcuni limitati disguidi nella confezione dei plichi elettorali, da considerare peraltro fisiologici, data la complessità dell’esercizio ed il rilevante numero di connazionali ad esso interessati. Il caso più “grave” sembrerebbe essere quello della circoscrizione di Colonia in Germania, dove in numerosi plichi destinati ad elettori minori di 25 anni è stata inserita anche la scheda per il voto al Senato. In questo caso – si precisa in un comunicato del MAE – si è posto rimedio all’inconveniente in sede di pre-scrutinio da parte dell’Ufficio Centrale per la Circoscrizione Estero, che disponendo dei numeri di registro elettorale ha provveduto allo stralcio delle schede per il Senato che risultassero votate da tale categoria di elettori. I dati sull’affluenza indicano che nel 2008 i plichi restituiti passano 42,7% al 41,67% sul totale di quelli recapitati agli elettori. Franco Danieli, viceministro degli Affari Esteri, nel presentare alla Farnesina i primi dati ufficiali relativi alle operazioni di voto all’estero, ha dichiarato che il dato del 2006 in pratica si conferma. “Va rapidamente corretta la legge Tremaglia – ha aggiunto Danieli. Il voto per corrispondenza comporta inevitabilmente la consegna della busta all’elettore e dopo non è certo possibile mettere un carabiniere a presidio della busta. Tocca al senso civico dell’elettore, mi auguro che il nuovo Parlamento se ne occupi. C’è il sentore unanime – ha concluso Danieli – di porre rimedio nel corso della prossima legislatura alle distorsioni provocate dalla legge Tremaglia”.

Daniele Pantaleoni


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