No. 322  7-13 maggio 2008

Prima pagina
















Numero visitatori
dal 16 augosto 2001
968739


27 visitatori online

Archivio Gazzettino

Gazzettino No. 333
(16-22 luglio 2008)


Gazzettino No. 331
(9-15 luglio 2008)


Gazzettino No. 330
(2-8 luglio 2008)


Gazzettino No. 329
(25 giugno - 1 luglio 2008)


Archivio generale  


 Indietro   Stampa immagine  


L’elezione di Gianni Alemanno vista dalla stampa romena

    La vittoria di Gianni Alemanno alle elezioni per il sindaco di Roma è stata accolta con toni piuttosto accesi dai media romeni. Il quotidiano Gandul ha segnalato in prima pagina la notizia che riguarda la stretta sulla sicurezza ipotizzata da Franco Frattini e dal neosindaco di Roma. Negli articoli interni e sulle principali agenzie di stampa, il nuovo primo cittadino viene ricordato per il progetto di “espellere 20.000 romeni”, presentato nel suo ultimo comizio. In molte testate Alemanno viene definito senza mezzi termini “neofascista” e l’agenzia Rompres addirittura evidenzia il matrimonio con Isabella Rauti “figlia del militante di estrema destra Pino Rauti”. La principale agenzia di stampa del paese ricorda anche i poster che ritraevano Alemanno “insieme alla croce celtica, simbolo dell’estrema destra in Italia”. Sul quotidiano Adevarul, che ha un lungo articolo sull’elezione anche sul sito internet, viene messo in primo piano l’impegno di Alemanno a dare una conclusione al caso di Giovanna Reggiani, aggredita e uccisa dal romeno Nicolae Mailat. “Il mio primo atto da sindaco sarà dedicato a risolvere il caso di Giovanna Reggiani”, scrive Adevarul riportando le dichiarazioni della prima conferenza stampa. La pubblicazione Cotidianul, non accontentandosi di semplici citazioni, più o meno a tema, ha preferito interpellare direttamente il nuovo primo cittadino della capitale italiana, città dove vive una numerosissima comunità di romeni. Di seguito pubblichiamo la traduzione pressoché integrale dell’intervista.

– Lei ha definito quella della sicurezza “la priorità delle priorità” sull’agenda del sindaco della Città Eterna. Qual è, a suo avviso, il rapporto tra immigrazione e sicurezza nazionale?

– Noi non accusiamo gli immigrati che vengono nel nostro paese per lavorare e vivere in modo onesto nel rispetto delle leggi italiane. Nel mio programma per la città di Roma sostengo la necessità di adottare una linea dura, la cosiddetta “tolleranza zero”, contro i clandestini e i cittadini stranieri che commettono reati. Sarà però necessario che questa visone politica sia applicata per tutti i delinquenti, a prescindere dalla loro nazionalità, si tratti di italiani di romeni o altro (…)

– Cosa intende per “tolleranza zero”, un concetto da lei più volte usato nel suo programma e durante i comizi della campagna elettorale riguardo all’immigrazione?

– Con “tolleranza zero” intendo lo smantellamento immediato dei campi nomadi abusivi e delle baraccopoli che si trovano nella metropoli, dove si stanno amplificando da un giorno all’altro la criminalità, la violenza e lo sfruttamento di donne e bambini. Chiediamo l’espulsione immediata di oltre 20 mila nomadi e immigranti delinquenti, che possono essere allontanati anche solamente applicando la normativa vigente. Agiremo contro ogni forma di sfruttamento dei minori e delle donne. In tal senso ci impegneremo in particolare nella lotta contro la prostituzione e contro chi manda a rubare o elemosinare i minori. Anche il vostro ex ministro degli Esteri Adrian Cioroianu ha ammesso che le autorità italiane sono troppo tolleranti rispetto al problema delle baraccopoli e dei mendicanti. Non credo che in Romania sarebbe tollerato un campo nomadi in un parco di Bucarest (…).

– Recentemente nelle file della destra italiana si è ventilata l’ipotesi di introdurre di nuovo i visti per i cittadini romeni. Non crede che una simile possibilità violi i diritti fondamentali dei cittadini della UE?

– Nel 2004, quando è stata adottata la direttiva europea sulla libera circolazione, non esistevano ancora i problemi apparsi con l’ulteriore allargamento dell’UE. Credo che per far fronte al fenomeno dell’immigrazione – diventato ormai un esodo di persone che arrivano da tutte le parti del mondo, impossibile da controllare – sia necessario modificare la normativa”. Il nostro paese ha bisogno di un nuovo decreto sulla sicurezza (…) Un nuovo decreto che consenta l’applicazione di norme più severe sull’espulsione non solo degli extracomunitari, ma anche dei cittadini dei paesi della UE che commettono dei reati nel nostro paese. Dobbiamo avere la possibilità di allontanare immediatamente i cittadini comunitari – a prescindere che si tratti di romeni o di persone provenienti da altri paesi della UE – che non hanno un reddito o una residenza legale. Capiamoci bene, non si tratta di fobia etnica, vogliamo solo tracciare una linea di demarcazione tra le persone oneste e quelle che vengono in Italia per evitare di espiare delle condanne inflitte nel loro paese di origine o per vivere in clandestinità. Va fatta però una distinzione tra cittadini rom e romeni. Dal momento che l’Unione Europea si sente costretta ad aiutare i paesi membri a risolvere il problema dei nomadi, noi non possiamo che rilevare il fallimento delle politiche sulla sicurezza del vecchio governo di centro sinistra. Servirebbe una moratoria che impedisca il flusso incontrollato di nomadi (…)

– E Bruxelles accetterà una simile misura?

– Le norme relative alla libera circolazione sono state adottate prima che sorgessero tutti questi problemi relativamente all’adesione dei nuovi stati. Sarà necessario, se vogliamo che la gente guardi alle istituzioni con fiducia e ottimismo, che queste garantiscano la sicurezza e l’ordine pubblico che spesso mancano.

– I politici di Bucarest cosa dovrebbero fare per bloccare gli atti criminosi commessi da cittadini romeni in Italia?

– Noi guardiamo al futuro con ottimismo. Ho appreso con piacere che il premier Calin Popescu Tariceanu ha telefonato recentemente a Silvio Berlusconi per discutere sulle violenze commesse da alcuni cittadini romeni e per fissare un incontro appena Berlusconi assumerà a tutti gli effetti la nuova carica. Per combattere il fenomeno dell’immigrazione incontrollata c’è bisogno di cooperazione e di realizzare degli accordi bilaterali. Da un lato, al Governo romeno spetta l’obbligo di garantire un controllo dei flussi dei cittadini che lasciano il paese, mentre l’Italia, a sua volta, deve sapere chi entra e chi si stabilisce sul suo territorio.

– Come sono visti i romeni nella Penisola?

– Da parecchi anni lavorano vivono a Roma molti romeni. Proprio per governare anche per questa parte della nostra comunità costituita da cittadini romeni onesti, non possiamo accettare che una minoranza di stranieri che commette atti criminosi macchi con le sue nefandezze l’immagine di una città aperta, tollerante e con una popolazione costituita da molte comunità diverse. In tal senso è importante rilevare che sulle nostre liste abbiamo candidato un’attrice di origine romena, Ramona Badescu, che vive e lavora da molti anni in Italia.

– Quali sono le azioni da intraprendere per fermare l’ondata di reati commessi dagli immigranti romeni in Italia?

– Per troppo tempo l’Italia è stata considerata da molti criminali un paese in cui si può entrare senza troppe difficoltà. Un luogo dove, con la stessa facilità, si possono commettere reati e si può vivere ai margini della società senza che i colpevoli siano arrestati o che esita la certezza di una loro condanna. Bisogna voltare pagina e dimostrare a tutti che in Italia le leggi si devono rispettare. Solo così potremo evitare in futuro che avvengano dei crimini orribili come quelli perpetrati negli ultimi mesi a Roma.

– Che soluzioni ha per il problema degli accampamenti dei nomadi e le baraccopoli improvvisate sulle rive del Tevere e nella periferia romana?

– In primo luogo istituirò al Comune un Dipartimento per l’Immigrazione e la Sicurezza, che applicherà e verificherà le politiche di controllo del territorio, di prevenzione della criminalità, di accoglienza e integrazione dei lavoratori stranieri giunti legalmente sul territorio italiano.

– Non crede che la lotta alla criminalità dovrebbe essere accompagnata dall’adozione di politiche sociali autentiche per gli immigrati in difficoltà?

– La nostra parola d’ordine è coniugare lo sviluppo economico alla solidarietà. Vogliamo trasformare Roma nel laboratorio di un nuovo modello aiuto sociale, che sostenga ed incoraggi le famiglie, le organizzazioni che lavorano nel sociale tipiche nella storia del cattolicesimo. Per i romeni che scelgono Roma per abitarvi e per crescervi in modo onesto i loro figli, come per gli italiani che si trovano in situazioni precarie assicuriamo l’attivazione del nostro “aiuto sociale di comunità”, ad esempio, con l’introduzione dei “buoni famiglia” che aiuteranno le famiglie numerose monoreddito, le madri sole o che lavorano.

– Che cosa cambierà a Roma con la vittoria di un sindaco di centrodestra dopo anni in cui la città è stata gestita da rappresentanti del centrosinistra?

– La mia vittoria rappresenta un passaggio cruciale, una vera trasformazione per la capitale. Non è stato casuale che dopo 15 anni di presenza della sinistra al Campidoglio, noi abbiamo vinto usando lo slogan “Roma si trasforma”.

Daniele Pantaleoni


 Home   In alto   Stampa immagine  


 Pubblicità    Abbonamenti    Chi siamo  

Redazione: Timisoara, Romania
Tel./Fax +40(0)256-493012, +40(0)256-282556
E-mail: gazzettino@gazzettino.ro Internet: www.gazzettino.ro