No. 323  14-20 maggio 2008

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Attraverso gli occhi degli investitori: Per favore svaluta

    Siamo alle solite. Il nostro Governatore, l’inossidabile Isarescu, sta puntanto ancora e soltanto alla sua nemica principale, l’inflazione. Questa per il nostro Governatore è un’ossessione di vecchia data. Sin dai tempi delle promesse ventilate, dalla signora Europa, di accogliere la Romania nel giardino, poco fiorito e molto spinoso, che dagli anni cinquanta ha coltivato, fino a qualche ora orsono, l’incubo e tuttte le manovre, chiare e scure, messe a segno dalla Romania, hanno avuto ed hanno come mira, l’abbattimento dell’inflazione. C’è da dire che fino a pochi mesi fa, fino a quando qualcuno ha cominciato a chiedersi com’era possibile che in presenza di aumenti sconsiderati e irrefrenabili, su qualunue tipo di bene, l’inflazione rumena non subisse nessun rialzo, sul tema inflazione si è mentito, scritto e giocato, fino al punto di sopravvalutare il Leo, al solo fine di far diminuire il valore del debito della Romania. Questo sconsiderato e levantino atteggiamento ha avuto come risvolto una insostenibile pressione valutaria che ha colpito tutti gli esportatori, ivi compresi gli agricoltori rumeni. Incoscenza con la quale piani valutari sconsiderati, rivolti solamente a cosmetizzare una slide da mostrare a qualche incompetente funzionario europeo, per ottenere un ingiusto plauso sulle capacità gestionali e monetarie di un dirigente irresponsabile, ha portato molte piccole imprese, sia rumene che straniere, a chiudere i battenti od a rischiare di farlo. Vogliamo ricordare che il tessuto economico solido e stabile, lo zoccolo duro, è formato da uelle centinaia di migliaia di piccoli imprenditori che lavorano, sudano, rischiano il proprio capitale per cercare ottenere un profitto. Così facendo, districandosi tra funzionari di banca incompetenti, se non in mala fede, agenti dello Stato pronti a carpire ogni cosa sia possibile arraffare, concorrenti che, operando slealmente coperti da amici di varia pezzatura sia politica che amministrativa, guadagnano posizioni di mercfato immeritatamente, questi imprendiotori, alla fine, si sono però trovati di fronte ad un mostro silenzioso, avido ed implacabile, che euro dopo euro, ha eroso tutti i loro sforzi, rendendoli impotenti, il più delle volte, di fronte a costi sempre più elevati e produttività, nel migliore dei casi, sempre uguali. Grande responsabilità nelle mani del Governatore, che nemmeno la realtà dei fatti sembra fargli cambiare idea. Ma perchè non cambiano lui? Non è pensabile fermare la spesa. Qui c’è bisogno ancora di quasi tutto. Ma non si può pensare che il costo di tutto questo sia sostenuto all’infinito solamente da quei rumeni che sono espatriati. Il motore interno deve farsi carico della maggior parte di questo carico, anche perchè, adesso che l’Europa rallenta, per non dire frena, come faremo? Tra poco le elezioni. Dal palco degli spettatori paganti non si vede nessun miglioramento e nessuna speranza illumina le nostre parole. Gli occhi sono sui soldi della Comunità, ma, purtroppo, non come fonte per sviluppare, bensì come fonte punto e basta. Qui è tutto fermo. Adesso si sono fermati anche quelli che erano partiti in quarta con le costruzioni. Prezzi troppo alti, cari miei, e dire che la prima legge dell’economia non è così complicata. Il prezzo è l’incontro tra la domanda e l’offerta, non il desiderio dell’ultimo modello di Ferrari.

Memo_Rivolsi@Hotmail.com


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