No. 324  21-27 maggio 2008

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Italia-Romania, ancora polemiche sulla sicurezza

    Il nuovo Governo italiano si è appena insediato e tra Romania e Italia riscoppiano le polemiche attorno alla questione sicurezza. Da un lato alcuni esponenti del centrodestra promettono provvedimenti duri destinati anche contro i cittadini comunitari e, in primo luogo, contro i romeni, dall’altro il Governo di Bucarest lancia contro il Viminale l’accusa di alimentare un clima xenofobo che potrebbe avere delle preoccupanti ripercussioni sui rapporti tra i due paesi. In mezzo a questi due fuochi: centinaia di migliaia di romeni che vivono e lavorano in Italia e di italiani che fanno lo stesso in Romania. Alla promessa pronunciata dal neo ministro dell’Interno Roberto Maroni di varare un pacchetto sicurezza, che dovrebbe contenere un giro di vite sugli immigrati clandestini, in particolare romeni e i nomadi, ha fatto immediatamente eco il commento del ministro della Difesa di Bucarest, Teodor Melescanu: “Non consentiremo che i romeni onesti in Italia siano lesi e che nascano sentimenti antiromeni e xenofobi nella Penisola”. Anche i numerosi imprenditori italiani presenti in Romania chiedono di evitare le improvvisazioni per non danneggiare i rapporti esistenti tra i due paesi, che in termini economici si concretizzano in un interscambio di 12 miliardi di euro, venticinquemila imprese a capitale italiano che operano in Romania e un contributo dei romeni al PIL italiano pari circa l’1%.

Il decreto sicurezza

L’intenzione manifestata dal ministro degli Interni Roberto Maroni di introdurre un decreto legge che preveda l’istituzione del reato di immigrazione clandestina, la revisione degli accordi di Schengen per controllare gli ingressi alle frontiere e l’accelerazione delle pratiche di espulsione dei cittadini comunitari, ha allarmato immediatamente la numerosa comunità romena presente in Italia e le autorità di Bucarest. Nonostante le rassicurazioni fornite dal ministro, il timore è che a forza di puntare il dito indiscriminatamente contro i romeni si instauri un clima di discriminazione nei confronti di tutti i cittadini provenienti da questo paese. Nelle intenzioni del Vicinale c’è anche un piano per innalzare le pene minime previste dal codice penale per alcuni reati tra cui il furto e la rapina. Il ministro ha spiegato che il testo allo studio prevedrà norme di immediata attuazione e altre non immediate, ricordando che esistono già alcune possibilità previste dalla legge che non vengono attuate come, ad esempio, il braccialetto elettronico. La questione della sicurezza, che tocca materie di competenza comunitaria come la circolazione dei cittadini della UE nello spazio europeo, potrebbe essere oggetto sia di un decreto legge che di un disegno di legge.

Tariceanu: Gli atteggiamenti xenofobi potrebbero ledere le relazioni tra Romania e Italia

Da Bucarest, intanto, il primo ministro romeno Calin Popescu Tariceanu ha avvertito che le accuse indiscriminate contro i romeni prodotte in Italia e le nuove misure allo studio del Governo Berlusconi rischiano di inasprire i rapporti fra i due paesi.”Voglio sottolineare il fatto che, sfortunatamente, a causa delle elezioni italiane… abbiamo assistito ad un crescere di dichiarazioni che hanno creato l’impressione che ci sia una situazione critica a causa dei romeni”, ha detto Tariceanu. “Alimentare atteggiamenti xenofobi potrebbe influenzare le relazioni bilaterali fra la Romania e l’Italia e questo, ovviamente, non è nell’interesse di nessuno”, ha aggiunto. Il primo ministro ha precisato che serve un impegno comune al fine di risolvere la situazione provocata “dalla debole reazione delle forze dell’ordine e delle autorità italiane che non dovevano accettare i campi nomadi che spesso alimentano delinquenza a Roma o in altre città. Tariceanu si chiede come mai in altri paesi, come Francia o Germania, non si sono verificate simili situazioni. A suo avviso, in questi stati,le autorità sono intervenute subito, senza fare dichiarazioni politiche solo utili ad aumentare la tensione”. Per rassicurare il premier romeno, è intervenuto anche il ministro degli Esteri, Franco Frattini, il quale, durante una telefonata con Tariceanu, ha chiarito che le misure allo studio in tema di sicurezza non riguardano i cittadini romeni in Italia. Il primo ministro romeno, che si è detto convinto che Italia e Romania supereranno la situazione contingente, durante una riunione del governo di Bucarest ha definito “positivo” il colloquio. “Il ministro degli Esteri italiano mi ha informato che il pacchetto di misure sull’immigrazione che le autorità italiane stanno preparando è destinato ai cittadini extracomunitari – ha riferito il premier – non sono previste misure che ledano i cittadini comunitari, e le normative europee saranno rispettate”.

Il ministro degli Interni romeno incontra Maroni

I romeni in Italia rappresentano una delle comunità più numerose e laboriose, ne è ben consapevole il ministro degli Interni, Cristian David, che la scorsa settimana ha incontrato il suo omologo italiano. Durante la conferenza stampa congiunta con il ministro Roberto Maroni, David ha sottolineato che “la maggioranza dei romeni che vivono in Italia è integrata e lavora”, ma bisogna fare i conti con la realtà che ha registrato negli ultimi mesi casi legati alla cronaca nera. “La presenza dei romeni in Italia è significativa sia nel numero sia nel contributo che i romeni danno all’economia italiana”, ha spiegato David, aggiungendo subito dopo che però “i romeni che vivono all’estero devono comunque rispettare le leggi degli stati ospitanti”. Alla domanda di un giornalista sulla possibilità che allora il Governo romeno sostenga le espulsioni, il ministro ha preferito non commentare. Nel corso della conferenza stampa, David ha voluto ribadire però che i rapporti tra Romania e Italia sono del tutto particolari e che la maggior parte dei romeni “vive nella legalità, lavora e porta benefici alla società italiana. Come le aziende italiane che investono in Romania portano benefici agli oltre 800 mila lavoratori romeni impiegati”. A sostegno della tesi degli ottimi rapporti tra Bucarest e Roma, il ministro degli Interni romeno ha voluto sottolineare che la sua è stata la prima visita ufficiale di un ministro straniero al Viminale dall’insediamento di Maroni. Il ministero degli Interni della Romania e quello italiano hanno raggiunto un accordo per la creazione di “un gruppo di lavoro congiunto e paritetico che includa i rappresentanti delle due forze di polizia per analizzare il livello di cooperazione che già esiste e proporre nuove misure per migliorare e rendere più efficace la collaborazione nella lotta alla criminalità”, ha spiegato David. “Per risolvere alcuni problemi che si sono verificati in questi ultimi tempi – ha proseguito il ministro Maroni – abbiamo convenuto di dare vita a una commissione paritetica dei due Governi per affrontare e risolvere questioni interpretative in materia di circolazione delle persone”. Un organismo che dovrà lavorare “nel comune interesse” dei due paesi a garantire la legalità e contrastare la criminalità. Maroni ha poi espresso un giudizio positivo sul protocollo firmato tra Italia e Romania il 19 dicembre 2006 in materia di cooperazione tra i due paesi.

Daniele Pantaleoni


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