No. 325  28 maggio - 3 giugno 2008

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Comanescu: Stiamo esaminando il pacchetto sicurezza italiano

    Il ministro degli Esteri romeno Lazar Comanescu ha dichiarato la scorsa settimana che se la Romania constaterà “discordanze” tra il pacchetto sicurezza italiano con l’acquis comunitario, “queste non saranno lasciate passare” e verranno discusse al prossimo Consiglio Europeo per giustizia e affari interni che si terrà il 6 giugno a Lussemburgo. Esperti dei ministeri degli Esteri, Interno e Giustizia di Bucarest stanno esaminando le misure sulla sicurezza adottate con il pacchetto sicurezza dal Governo Berlusconi. Successivamente, il Governo romeno esprimerà il suo punto di vista, ha annunciato la portavoce del Governo, Camelia Spataru. Comanescu ha ricordato il recente incontro a margine del vertice UE-America Latina di Lima col capo della Farnesina, Franco Frattini, che, anche in altri colloqui telefonici, il ministro italiano gli aveva assicurato che le misure saranno pienamente conformi all’acquis comunitario. Comanescu ha precisato di conoscere molto bene Frattini, sin da quando era commissario europeo e il ministro romeno era capo della rappresentanza romena presso la UE e che si fida delle sue assicurazioni, perché il ministro italiano “è, è stato e sarà un ottimo amico della Romania”, ha detto Comanescu. Il ministro ha anche annunciato che le autorità di Bucarest contemplano l’apertura di altri cinque o sei consolati romeni in Italia, oltre a quelli di Roma, Torino e Milano.

L’ambasciatore Mancini: “Gli italiani non sono xenofobi”

“Gli italiani non sono né xenofobi, né razzisti nei confronti dei romeni”. Lo ha detto l’ambasciatore italiano in Romania Daniele Mancini durante un seminario organizzato da Unioncamere Veneto a Marghera. Mancini, parlando con i giornalisti, ha ribadito che gli ottimi rapporti esistenti tra i due paesi non sono intaccati dalle polemiche sorte sulla sicurezza e l’immigrazione romena in Italia. “Al di là di alcuni deprecabili episodi di intolleranza – ha rilevato il diplomatico riferendosi all’accampamento Rom dato alle fiamme nel napoletano – non esistono in Italia atteggiamenti particolarmente ostili e di intolleranza generalizzata”. Secondo Mancini la prima preoccupazione delle autorità italiane e romene è ora quella di “dissipare le polemiche che rischiano di creare situazioni di crisi tra i due paesi in un momento in cui vi sono 25 mila aziende italiane in Romania che contribuiscono a quasi il 7% del PIL di quel paese e migliaia di romeni che vivono in Italia concorrendo almeno all’1% del nostro PIL. Ciò perché in Romania esiste un sogno italiano come per noi è esistito un sogno americano”. L’ambasciatore si è detto infine “ottimista” sul futuro dei rapporti tra i “due paesi che hanno la medesima radice storica e che hanno già da tempo intrapreso un rapporto tra popoli che ha già superato la fase economico istituzionale”.

Gheorghiu: “Le nuove norme rispettano le norme comunitarie”

“Il ministro Maroni ha assicurato che le nuove misure sull’immigrazione rispettano pienamente le normative comunitarie, ma è importante seguire il modo in cui verranno applicate”. Lo ha dichiarato, la scorsa settimana, alla radio statale “Romania Actualitati”, il sottosegretario per i romeni nel mondo, Mihai Gheorghiu, che durante una vista in Italia che ha toccato Roma, Torino e Milano effettuata per incontrare la comunità romena e autorità locali. “Un’applicazione che osserverà la legge e rispetterà pienamente le normative comunitarie. Sarà una normativa corretta di cui credo che nessuno potrà lamentarsi”, ha detto Gheorghiu, ricordando il dialogo con le autorità italiane a livello di governo, autorità locali e ONG. Gheorghiu ha anche incontrato in Vaticano il presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, il cardinale Renato Raffaele Martino, che ha definito “uno dei più importanti avvocati della dignità e dei diritti della comunità romena in Italia”, e si è pronunciato per il rispetto dei diritti degli immigrati in Italia e contro la loro demonizzazione nei media. D’altra parte, “chi non rispetta la legge deve subire le conseguenze”, ha sottolineato Gheorghiu precisando che questo è un principio condiviso sia da Roma che da Bucarest. “Il problema dei romeni di etnia rom ha innescato questa crisi”, ha detto il sottosegretario, ricordando che bisognerà compiere ulteriori “ sforzi per avere un dialogo coerente con i rappresentanti di questa comunità onde arrivare a una loro integrazione nella società italiana o al rientro in Romania”.

Tariceanu: Il pacchetto sicurezza italiano sembra non toccare i romeni che lavorano in Italia

Il premier romeno Calin Popescu Tariceanu ha dichiarato che, a prima vista, le decisioni del Governo italiano adottate a Napoli sono in concordanza con le precedenti dichiarazioni di Roma sull’immigrazione. “Non si tratta di misure che riguardano principalmente i romeni che lavorano in Italia”, ha detto Tariceanu, citato dall’agenzia ANSA, aggiungendo che il nuovo pacchetto sicurezza “riguarda prevalentemente immigranti da paesi extracomunitari”. Le misure del governo italiano richiedono “un attento esame”, che Tariceanu ha sollecitato ai ministeri degli Esteri e dell’Interno e al Dipartimento per gli Affari Europei di Bucarest, “per poter esprimere un punto di vista molto bene documentato e ufficiale”, ha precisato il premier, al termine di una riunione con il commissario europeo al Multilinguismo, il romeno Leonard Orban. Il commissario UE ha a sua volta dichiarato che Bruxelles esaminerà le misure del governo italiano nella forma in cui saranno adottate dal Parlamento di Roma e, se ci saranno dei problemi, l’euro-esecutivo reagirà: “La Commissione Europea ritiene che la libera circolazione delle persone non può essere limitata in base a criteri di ordine pubblico, ciò è inaccettabile”, ha detto Orban, ricordando che, in base alla Direttiva 38 dell’UE sulla libera circolazione, le espulsioni avvengono soltanto individualmente e in casi eccezionali.

La stampa romena sul Decreto sicurezza

Il Decreto sicurezza approvato dal Governo Berlusconi è stato commentato in vario modo dalla stampa romena. Spesso sui mass-media si è affermato che i provvedimenti volti a colpire l’immigrazione clandestina con misure che molti fossero pensati specificatamente contro i cittadini romeni. Su Cotidianul, Laura Cernahoschi scrive “non sono i criminali romeni i veri responsabili dei problemi che affliggono l’Italia di oggi. Nella Penisola, la delinquenza straniera ha solo trovato un terreno fertile per le sue attività illecite, senza incontrare un adeguato contrasto da parte delle autorità”. Osserva la giornalista romena che in Italia vi è stata troppa tolleranza in passato per le attività illegali dei Rom e complicità da parte della delinquenza locale, nel caso di Napoli la Camorra, alla quale i clandestini “pagavano una tassa per assicurarsi protezione e impunità”. “Oggi l’Italia è un paese che ha serie difficoltà a far rispettare la legge, con o senza gli immigrati romeni”. Sul quotidiano Evenimentul Zilei viene riportata la posizione del sindacalista Iulian Manta impegnato in Italia. A suo avviso, i nuovi regolamenti potrebbero dare vita a degli abusi “Credo che il 90% dei romeni che lavora in Italia è onesto, purtroppo il nuovo pacchetto di leggi potrebbe provocare loro dei problemi. Per quanto riguarda invece la sparuta minoranza dei delinquenti è probabile che continuerà a rimanere impunita”, si conclude sul quotidiano romeno. Per Romania libera alla radice del problema stanno gli errori dell’Unione Europea. “Quando la Romania, la Bulgaria e la Slovacchia hanno negoziato l’ingresso nell’Unione Europea, la Commissione Europea avrebbe potuto mettere in chiaro che il problema dei r riguardava i singoli paesi con minoranze di questa etnia, e che era necessario un maggiore impegno per favorire l’integrazione. Solo adesso scopriamo che l’Unione non ha fatto nulla”. In un contributo per Internazionale, ripreso dal sito “vistidalontano.blogosfere.it”, la corrispondente in Italia della televisione romena Prima TV, Gabriela Preda, osserva come “gli italiani temano gli stranieri più della mafia o della camorra” spesso confusi dalle “mezze verità pubblicate dai giornali”. “I giornalisti devono essere coerenti, oggettivi e usare un linguaggio distaccato”, ricorda Gabriela Preda, “invece i messaggi sulla sicurezza e sull’immigrazione rischiano di sfociare in un’isteria collettiva. Come ci insegna la storia, in una situazione di crisi la ripetizione ossessiva di mezze verità o di bugie può modificare la percezione della realtà e creare dei mostri.” Sui forum aperti dalla stampa romena però spesso appaiono commenti da parte di lettori che giudicano corrette le azioni intraprese dal Governo italiano contro i delinquenti. Sul quotidiano Evenimentul Zilei, infine, Vlad Odobescu, tra il serio ed il faceto, spiega come i romeni che non possono o non vogliono regolarizzare il loro soggiorno Italia potranno eludere le nuove norme del decreto Maroni. Insomma: fatta la legge trovato l’inganno.

Daniele Pantaleoni


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