No. 327  14-20 giugno 2008

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Questione immigrazione: Tariceanu dice no a misure unilaterali

    Il premier Calin Popescu Tariceanu ha dichiarato durante il ricevimento organizzato in occasione della Festa Nazionale dell’Italia, che la relazione bilaterale tra la Romania e lo stato italiano e l’atteggiamento nei confronti dei romeni da parte di questo paese non devono cambiare a causa di alcuni reati gravi, ma isolati. Allo stesso tempo, il premier ha affermato che il principio della libera circolazione dei cittadini dell’Unione Europea non può essere leso con l’adozione di misure unilaterali. “Abbiamo molti interessi comuni che non devono essere messi in pericolo da certi casi isolati. È nel nostro comune interesse continuare a promuovere i valori europei e opporci alle forze che intaccano questo sistema di valori’’, ha detto il capo dell’Esecutivo. Il premier ha aggiunto che presto analizzerà a Roma, assieme al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, “le soluzioni che rispondano alle recenti preoccupazioni sui casi isolati di delinquenza romena in Italia, che non devono ledere le nostre relazioni bilaterali o l’atteggiamento nei confronti dei romeni in Italia”. “Sono convinto che sia nell’interesse di tutti che il principio della libera circolazione dei cittadini UE non sia leso con delle misure unilaterali e speriamo che il dialogo su questo tema sia vantaggioso”, ha aggiunto ancora Tariceanu, auspicando un dialogo costruttivo con Roma e rivolgendo gli auguri all’Italia per la Festa nazionale. Inoltre, il primo ministro ha sottolineato che la relazione bilaterale romeno-italiana non si basa soltanto sui storici legami da secoli e sulle affinità culturali e linguistiche, ma anche sul partenariato strategico e sull’appartenenza comune dei due paesi al sistema di valori euro-atlantico e dell’Unione Europea. Il premier ha anche menzionato “il contributo valoroso” delle centinaia di migliaia di cittadini romeni dell’Italia allo sviluppo economico delle regioni e delle città in cui vivono, ma anche il contributo delle 23.000 ditte italiane presente in Romania, che garantiscono posti di lavoro per i cittadini romeni e per lo sviluppo delle località dove hanno investito. Il premier ha approfittato della presenza offerta al ricevimento dell’Ambasciata d’Italia, per congratularsi e per ringraziare l’ambasciatore Daniele Mancini, che sta per concludere il suo mandato. Due settimane fa, Tariceanu aveva dichiarato che le misure riguardanti la sicurezza pubblica, adottate dal Governo italiano, riguardano principalmente gli immigrati dei paesi extracomunitari e non in speciale modo i romeni che vivano in Italia. A suo avviso però rimaneva necessaria una valutazione da parte dell’Esecutivo romeno prima di presentare il punto di vista ufficiale del Governo su questo tema. “Non sono misure destinate in particolar modo ai romeni che lavorano in Italia, sono misure che riguardano prevalentemente gli immigrati dei paesi extracomunitari. In ogni caso ho chiesto al Ministero degli Esteri, al Ministero degli Interni e al Dipartimento per gli Affari Europei, di valutare il decreto per potere formulare un punto di vista ben documentato”, aveva detto Calin Popescu Tariceanu.

Comanescu: Il decreto sicurezza desta interrogativi

Il ministro degli affari Esteri, Lazar Comanescu, alla vigilia della sua visita in Italia, ha dichiarato che nella nuova legislazione adottata dal Governo Berlusconi riguardo al contrasto all’immigrazione clandestina e alla criminalità ‘’ci sono dei punti che destano interrogativi” e relativamente all’applicazione dell’acquis comunitario. Il ministro non ha precisato quali sarebbero queste “discordanze”, aggiungendo che si tratta di un giudizio elaborato dopo una “prima valutazione” del pacchetto sicurezza adottato dal Governo di Roma la settimana scorsa. Comanescu ha ricordato che una valutazione di queste misure è in corso anche da parte di esperti della Commissione Europea – che sul tema ha già ascoltato sia la parte romena, sia quella italiana. A livello informale, le autorità romene collaborano con quelle di Bruxelles, per l’elaborazione di un “giudizio di valore comune”. Le misure adottate dal Governo Berlusconi trasformano l’immigrazione clandestina in un reato, istituiscono l’obbligo di una soglia minima di reddito per i cittadini comunitari che vivono sul territorio italiano, alzano a tre anni di detenzione la sanzione degli adulti che inducono i figli a mendicare, facilitano le espulsioni dei delinquenti ed applicano alcune limitazioni per i ricongiungimenti delle famiglie di immigrati. Molti rappresentanti di alcuni organismi internazionali attive nel campo della tutela de diritti umani e numerose organizzazioni non-governative europee, ma italiane, hanno criticato il pacchetto di misure adottato dal Governo italiano. Le autorità romene hanno reso noto, la settimana scorsa, che faranno una valutazione attenta del contenuto del decreto sicurezza e, in caso di difformità dalle norme comunitarie, comunicheranno i propri rilievi al Consiglio Europeo. Il ministro degli Esteri romeno è arrivato a Roma il 9 giugno per incontrare il capo della diplomazia italiana Franco Frattini e discutere sui problemi della sicurezza e sul dossier degli immigrati dalla Romania.

Daniele Pantaleoni


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