No. 327  14-20 giugno 2008

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Attraverso gli occhi degli investitori: Elezioni inutili

    Non nascondo che la delusione c'è stata. Subito dopo, però, è stata sostituita da una riflessione che, credo abbia dei logici fondamenti. Sto parlando delle elezioni amministrative in Romania e dei risultati di alcune città, prima tra tutte – Timisoara. Forse molti di voi ricorderanno il clamore del duemila uno, quando Unindustria Treviso decise di aprire l'anno produttivo proprio a Timisoara. Molti applaudirono all'evento, pochi, io ero tra le fila, non accolse l'iniziativa con eccessivo entusiasmo. Il motivo era che troppo rumore non avrebbe aiutato di certo, anzi. Molti si sarebbero fatti obnubilare dall'evento, credendo che non solo Timisoara, ma la Romania intera, era la quinta essenza del miracolo economico. La prova provata che la crisi del settore manifatturiero italiano era terminata. Timisoara era la città del miracolo. I voli dell'aeroporto cominciarono a decuplicarsi. Iniziarono ad arrivare alcuni servizi, prima inesistenti, ma iniziò ad arrivare anche molta cozzaglia inutile e, spesso, pericolosa. Sul fronte autoctono, poi, tutto questo ben di Dio di richieste di spazi, autorizzazioni e quant'altro, aumentò ed affinò le tecniche di sciacallaggio istituzionale, forte del fatto che il popolino, intento a far passare tra le maglie delle gestioni "occidentali" dei patrimoni, pacchi di prodotti o rivoli di denaro, non avrebbe poi tanto protestato per l'assoluta inamovibilità delle cose pubbliche e dei necessari lavori. Oggi, a distanza di sette anni ed oltre, da quell'avvenimento, Timisoara è una città che non ha una circonvallazione, non ha migliorato di un millimetro la situazione del traffico, non ha migliorato le proprie infrastrutture in genere, anzi, ha solamente arricchito approfittatori ed amministratori incompetenti e truffaldini a discapito di quelle cinque stelle di cui si fregia, senza nessuna vergogna, anche oggi. Per ritornare alla delusione di cui parlavo poc'anzi, nella mia ignoranza ante analisi, ho fermamente creduto che il popolo, avrebbe manifestato contro. Ho ritenuto fermamente che il popolo non avrebbe più votato lo stesso sindaco, la stessa giunta, gli stessi amministratori. Ho sbagliato. Il popolo non ha votato, punto. Lo scenario, quindi non è cambiato. Non possiamo non essere convinti che i prossimi quattro anni non potranno altro che calcare le precedenti orme. Una sola parola, peccato. Peccato per tutto l'entusiasmo e il lavoro che molte persone hanno prestato fino ad oggi. Peccato per le parole e le speranze di tanti che hanno desiderato creare dei sistemi funzionali e funzionanti, senza riuscirci però. Un caso per tutti, la nobile e necessaria azione della USLL 9 di Treviso, capitanata dal dottor Claudio Dario, che rischia seriamente di naufragare, un po' per la scelta iniziale dei referenti, totalmente inadatti oltre che in malafede ed un po' per la totale non curanza politica dimostrata dagli amministratori romeni. L'analisi, quindi è semplice. Prima che un popolo vessato da anni di comunismo, riesca a comprendere di avere dei diritti ma anche degli obblighi, prima che persone comuni alzino la testa per rivendicare e chiedere a gran voce quello per cui, molti, hanno promesso e non mantenuto, passeranno degli anni, molti anni. Il perché sta in molte ragioni. Molte sono da cercare nello stato di tacita convenienza a vivere in una realtà dove le regole sono elastiche e dove, in caso di bisogno, si può sempre ed ancora "risolvere". Certo, il prezzo di questi servizi è sempre più caro, ma non può aumentare solo il petrolio in questo mondo.

Memo_Rivolsi@Hotmail.com


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