No. 331  9-15 luglio 2008

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Tariceanu: L’aumento del salario minimo inopportuno perché produce effetti inflazionistici

    L’aumento del salario minimo non è opportuno in questo momento e rappresenterebbe una decisione irresponsabile e controproducente per gli effetti inflazionistici che potrebbe creare. Lo ha detto il primo ministro Tariceanu, lanciando un appello ai sindacati affinché capiscano che la politica salariale dovrebbe essere correlata agli indicatori economici. Il premier ha ricordato, in una conferenza stampa tenuta al Palazzo Victoria, che il Governo ha deciso alla fine dello scorso anno che il salario minimo potrebbe essere aumentato a 540 lei dal 1˚ luglio solo sulla base di determinate condizioni, vale a dire se l’evoluzione della crescita economica, della produttività del lavoro e dell’inflazione lo permetteranno. “Non si tratta di un aumento accordato automaticamente, poiché è condizionato da questi tre parametri”, ha spiegato Tariceanu, ricordando che aumenti salariali incontrollati determinano pressioni inflazionistiche e, sostanzialmente, portano alla diminuzione del potere d’acquisto. Egli ha chiesto ai sindacati di tenere conto di questo principio e ha apprezzato l’invito del presidente Traian Basescu di evitare risposte populistiche contro l’ondata di aumenti.

Il ministro dell’Economia, Varujan Vosganian, ha detto a sua volta che il problema del salario minimo nazionale, riguarda soprattutto le persone con salari più elevati, “anche se apparentemente sembrerebbe riguardare le persone con redditi bassi”. “Le persone che ricevono il salario minimo, secondo le nostre valutazioni, sono il due-tre per cento. A livello dell’amministrazione centrale, noi abbiamo praticamente applicato questa decisione e non abbiamo salariati al di sotto del livello di 540 lei. Ci sono però accordi collettivi di lavoro, collegamenti tra vari livelli di stipendio che fanno dipendere i salari del personale tecnico e qualificato a livello universitario dal valore del salario minimo. In sostanza l’aumento del salario minimo comporta una valanga di aumenti salariali che, in questo momento per livello di produttività e politiche anti-inflazionistiche non sono ammissibili. Ricordiamoci inoltre che ci sarebbero ripercussioni sul livello delle pensioni e del salario medio, e si potrebbe arrivare in una situazione in cui la situazione i fondi non sarebbero più sufficienti”, ha detto Vosganian. Il ministro a presentato come un esempio in tal senso il settore ferroviario, dove nel dibattito sul salario minimo sono coinvolte persone che ricevono uno stipendio di molto superiore a quello minimo, ma i cui guadagni sono condizionati dal livello del salario minimo.

Prime proteste sindacali

Un centinaio di sindacalisti ha picchettato, lo scorso mercoledì, per tre ore, le sedi del Ministero del Lavoro e delle Finanze, chiedendo al governo di aumentare il salario minimo da 500 a 540 lei dal 1˚ luglio, come promesso nel protocollo firmato nel dicembre dello scorso anno. I sindacalisti ricordano che, anche se 30 giorni fa il ministro del Lavoro affermava che nella prima metà del 2008 le entrate hanno superato dell’8% le previsioni. Oggi, lo stesso ministro giustifica la decisione del governo di non rispettare tale impegno, poiché mancherebbero fondi per l’aumento dei salari minimi nazionali. Il Ministro del Lavoro Paul Pacuraru, nelle scorse settimane, aveva ricevuto dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali una nota indirizzata al primo ministro Calin Popescu Tariceanu in cui si spiegavano i motivi a sostegno dell’aumento del salario minimo da 500 a 540 lei, a partire da luglio.

I sindacalisti vogliono il salario minimo a 600 lei

In risposta alle dichiarazioni del primo ministro Tariceanu, secondo cui l’aumento del salario minimo è inopportuno e rappresenterebbe una decisione irresponsabile e controproducente, i sindacalisti continuano le proteste e rilanciano le loro pretese con la richiesta di uno stipendio minimo di 600 lei. A tal proposito il vicepresidente, Ovidiu Jurca, ha dichiarato, lo scorso mercoledì, che l’attitudine del governo “di sfidare i lavoratori di questo paese” riceverà una “ricompensa” alle elezioni del prossimo autunno. “Sulle strade urliamo il dolore di oltre cinque milioni di persone che lavorano in questo paese, giorno dopo giorno e la protesta monta. I politici vedranno che questa insoddisfazione deve essere presa sul serio. Se la settimana prossima non ci incontreremo con il premier Tariceanu, si passerà alla fase successiva: una manifestazione di grandi dimensioni, poi comunicheremo alle istituzioni europee che il governo non rispetta gli impegni presi, la vera condanna però arriverà alle elezioni del prossimo autunno”, ha detto Jurca. Secondo il presidente del Cartello Alfa, Bogdan Hossu, un salario minimo di 540 lei è ben lungi dall’essere sufficiente. Egli ha ricordato che in Romania vi sono più di 1,3 milioni di persone assistite dai servizi sociali. Il leader sindacale ha poi aggiunto che il “governo adotta delle decisioni aberranti” e vi è mancanza di coerenza politica nel governo, poiché l’esecutivo approva gli aumenti dei prezzi e allo stesso tempo un decreto con il quale milioni di famiglie riceveranno un aiuto per pagare il riscaldamento finanziato con il denaro proveniente dalle imprese che richiedono gli aumenti delle tariffe. “Mantenere il salario minimo ad un basso livello crea evasione fiscale e lavoro nero”, ha aggiunto Hossu.

Ioan Brad


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