No. 106  2-8 luglio 2003

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L’Occidente impara che cosa significa “Mucles!”

    Di passaggio in Francia, la scorsa settimana, il premier Adrian Nastase ha scoperto con sorpresa che solo il 14% dei francesi è d’accordo con l’integrazione della Romania nell’Unione Europea. Il principale motivo di questa rifiuto? Gli zingari romeni che hanno “occupato” la Francia e i mendicati (anche in questo caso soprattutto nomadi) che infastidiscono gli abitanti delle grandi città. La visita francese del premier era appena finita e un’altra notizia infangava l’immagine della Romania in Europa: gli zingari di Napoli, provenienti in gran parte dalla Romania, hanno bloccato il centro della città, organizzando una manifestazione di protesta contro le altre organizzazioni malavitose che fanno loro concorrenza, e non contro le autorità. E in questo modo la Romania ha perso altri punti al “capitolo” immagine. E senza avere grosse responsabilità. Da qualche mese a questa parte, quando si parla del problema dell’adesione della Romania all’Unione Europea, una delle condizioni che si impongono (accanto a quelle dedicate all’economia, alla politica, alla corruzione e alla giustizia) è la “tolleranza verso i rom e la loro integrazione nella società”. Bene, se (per assurdo, spero), nel 2007, l’accoglimento della Romania nell’UE dipendesse da questo elemento, allora possiamo fin da ora dire addio “all’europeizzazione”. Perché? Poiché una simile condizione non sarà rispettata! È inutile adottare leggi, inutile creare – con soldi europei – associazioni e organizzazioni non governative che vogliono “risolvere” il problema, non serve che i romeni si dimostrino sempre più tolleranti e comprensivi anno dopo anno (vedi il caso delle relazioni romeno-ungheresi a lungo tese e ora assolutamente normali), è inutile che una parte degli etnici rom faccia degli sforzi per convincere gli altri zingari che c’è bisogno di un cambiamento. Inutile! Non so come sia in altri paesi, ma in Romania gli zingari si dividono in tre categorie. La prima è poco numerosa, estremamente ricca, molto al di sopra degli standard economici romeni, anche se non è ben chiaro da dove provenga tanto denaro. la seconda è rappresentata dagli zingari tradizionali, piccoli artigiani in vari domini che spesso vivono ancora da nomadi, come nella tradizione della loro etnia. In fine, la terza categoria è rappresentata dalla maggioranza dei rom, uomini poverissimi, stabilitisi nelle più fetide periferie degli agglomerati urbani: la seconda categoria intrattiene buone relazioni con i romeni che spesso l’apprezzano per le sue abilità. Gli altri due gruppi, invece, sono mal visti, a causa di una caratteristica comune: la strafottenza nei confronti della legge, dell’ordine e delle regole di convivenza sociale. La differenza tra loro è che, mentre gli zingari miliardari versano denaro per questa insolenza (cosa normale in una società dominata dalla corruzione), gli altri pagano con lunghi anni di galera, poiché proprio i nomadi formano gran parte della criminalità romena. I soli che si sono dimostrati ricettivi ai progetti di integrazione sono gli zingari della seconda categoria, che per questo meritano tutto il nostro rispetto. Alcuni di loro, tramite lo studio e la perseveranza, sono saliti fino alle più importanti cariche dello stato. Gli altri, invece, rifiutano testardamente ogni mano tesa. Ecco un unico esempio: sebbene in Romania l’educazione scolastica elementare sia gratuita, gli zingari della terza categoria invece che mandare i propri figli a scuola preferiscono metterli a disposizione – come schiavi – a quelli della prima categoria. In sostanza, tutte organizzazioni criminali e di mendicanti che operano in Occidente, formate da zingari di Romania, sono organizzate e condotte da nomadi miliardari che utilizzano come “manovalanza” zingari nullatenenti. Detto ciò, l’Occidente dovrebbe comprendere due cose: primo che la stratificazione sociale degli zingari di Romania rende impossibile l’ottenimento di risultati positivi se si applicano programmi generici; secondo – che il problema degli zingari della prima e della terza categoria sta diventando una questione che riguarda tutta l’Europa. Se alla Romania non viene permesso di prendere delle misure dure contro gli zingari che commettono crimini (spesso siamo accusati di agire contro un’etnia intera), in breve tempo, tutta l’Europa civile scoprirà, con paura e preoccupazione, il significato dell’espressione zingara “Mucles!”. Ossia “Taci!”.

Florin Boieru


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