No. 243  12-18 luglio 2006

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Onesti, si grazie

    “Ci hanno detto che questo fornitore l’hai presentato tu.” Assiomi e cattiverie nel mondo dei ladri sono le peggiori armi che si possono usare per colpire chiunque. In un mondo di ladri non è importante la verità, ma cosa appare. In un mondo di ladri è difficilissimo che ti si consideri onesto, non ti crede nessuno, o quanto meno è molto più faticoso farti credere, allora conviene rubare? Non lo so, personalmente ritengo di no, ma è una questione d’educazione, di formazione. Quindi per queste persone, diventa difficile essere onesti ma non possono farci nulla, è più forte di loro. Una sorta di cleptomania al contrario. Oltre tutto incombe la beffa, la burla. È talmente onesto da essere stubido e pericoloso, panorama locale, ma non solo, dove tutto è regolato dall’irregolare tintinnio dell’arte dell’arrangiarsi. La particolarità più inquietante è che l’onesto rappresenta un ragguardevole pericolo per le falangi organizzate dei truffatori abituali. Un pericolo più ipotetico che reale, ma potenzialmente un pericolo. La cosa migliore è quella di liberarli dell’inconsueto e scomodo onesto, accusandolo di essere esattamente quello che non è, un ladro appunto. Gioco perpetrato sfruttando il nefasto atteggiamento locale di recepire per oro colato il sia pur piccolo suggerimento di maldicenze, di qualunque forma esso sia. Recuperare le forze in un siffatto scenario è difficile e prova di una forza di carattere immensa. L’orgoglio e l’affronto ardono le membra ed il cuore dell’onesto colpito da nefandezze senza fondamento, ma allettanti per un popolo che da quasi sempre si alimenta di simili immondizie. La sofferenza è grande e liberamente comprensibile solamente da pari caarattere. Il disonesto non ha struttura da essere demolita, non soffre per qualcosa che sa benissimo essere vera. Può solamente giocare sporco, tanto non ha nulla da perdere. Reputazione e vita vissuta sono intrisi delle sue nefandezze, la sua reputazione è di “furbo”, non di disonesto. È sempre questione di sfumature in questa vita. Per cadere un attimo nella retorica, ci piacerebbe che così non fosse. Ci piacerebbe vivere una vita più semplice e vera, dove il tuo mondo riflette quello degli altri in simbiosi ed in armonia. Ma non c’è più spazio per la retorica in questo paese, dove il guadagno, non importa come ottenuto, è l’unico valore possibile ed accettato.

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