No. 291  12-18 settembre 2007

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Attraverso gli occhi degli investitori: Gioco della piramide

    Alcuni nostri amici italiani, armati di buona volontà, come probabilmente sapete, hanno iniziato a trasmettere in lingua italiana da Radio Timisoara. E’ una trasmissione al mese, quindi va programmata sulle nostre agende elettroniche per poter essere ascoltata. La frequenza dei 630 kiloherz AM “batte” fino a Zagabria, ed in ogni caso Internet, offre una valida alternativa comunque, quindi poche scuse. Così, alla data stabilita, collegato al sito della Radio ho appreso che un signore romeno, di circa quarant’anni, in preda alla disperazione si è dato fuoco davanti ai familiari, figli compresi, in Spagna. Chi gli aveva promesso un lavoro ed un alloggio, non ha mantenuto la promessa. L’ha lasciato in mezzo ad una strada ed ha lasciato in mezzo ad una strada anche la sua famiglia. Non conosciamo altri particolari, e proprio di questo desidero approfondire il discorso. Credo che solo un giornale romeno abbia riportato un trafiletto in una pagina qualunque di cronaca. Noi crediamo, e devo dare ragione al “DJ” Carlo Marchegiano che ha messo in evidenza la notizia, che questo fatto sia di una importanza particolare. Ovviamente per la sua tragicità merita tutto il nostro rispetto, l’uomo pochi giorni orsono lottava per rimanere in vita in una sala di rianimazione, ma soprattutto perché riflette una delle situazioni tragiche che vengono vissute da moltissimi tra gli emigranti. Questa storia non è nuova, chi ha letto o studiato il fenomeno dell’emigrazione in America alla fine dell’ottocento sa benissimo di cosa hanno dovuto cibarsi quei disgraziati che cercavano “fortuna” oltre Oceano. Oggi cambiano i mezzi ed i contorni, ma il succo rimane lo stesso. L’utopia di un mondo corretto dove chi promette, non promette a vanvera mettendo nei guai coloro i quali, poi passano per stupidi solo perché hanno creduto, è utopia, appunto. È un mondo strano, cade chi è in buona fede, sta in piedi chi non lo è. Triste. Ma da cosa scappano tutti questi romeni, se in Romania l’economia gira bene? Non sarà forse che questa economia “gira” bene perché la gente scappa e manda a casa oltre un miliardo di Euro al mese, con il quale chi resta, campa e si indebita? Cosa accadrà quando chi scappa avrà trovato un luogo di lavoro fisso, oggi c’è anche molta meno burocrazia, avrà mandato i figli, che nel frattempo saranno nati e cresciuti in un Paese straniero, in una scuola dove non potranno comprare gli esami, ma che gli garantirà un’istruzione, e non avrà mandato che pochi spiccioli a casa, se non addirittura nessuno, perché nel frattempo la nonna al paese è morta, povera nonna? Quel signore romeno, a cui va tutta la nostra pietà, a prescindere dai motivi per il quali ha deciso di compiere un gesto così terribile, rappresenta una crepa dalla quale potremmo sbirciare in un mondo che, direttamente, sta rendendo i nostri giorni in fabbrica e non solo, sempre più difficili e problematici, lasciandoci in balìa di una fluttuazione di maestranze senza confronto. Sorge spontanea una domanda, dov’è la pianificazione politico strategica di questo Stato? Oltre a questo non mi meraviglierei se l’anno prossimo l’imposta sul valore aggiunto sarà aumentata, e le imposte sul profitto seguiranno la stessa sorte. Pensiero lecito dato che un’ennesima manovra populista ha alzato le pensioni senza avere provvigioni costituite. Ma allora dov’è la convenienza? Tutto assomiglia tragicamente e sempre di più al gioco della piramide di triste memoria.

Memo_Rivolsi@hotmail.com


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