No. 297  24-30 ottobre 2007

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Attraverso gli occhi degli investitori: Viva l’Italia

    Venerdì scorso, alla televisione romena, è stato messo in onda un serevizio esilarante. Tra i flagranti passaggi di bustarelle di ministri, le coltellate in diretta dei capi politici, le minacce di salvaguardia dei funzionari della Comunità Europea e l’indifferenza dei potentati rumeni, finalmente una risata mossa da una esilarante notizia. In Italia l’opposizione si muove contro il governo della mortadella e meraviglie delle meraviglie, i Rumeni che si trovano in Italia, certo non tutti, si muoveranno al grido di “Jos Prodi!” (abbasso Prodi!). Noi la troviamo una questione esilarante che oltre a tutto segna il passo dei tempi e, soprattutto, sancisce il fatto che di globalizzazione si tratta davvero! È indiscutabilmente chiaro che quello che accade in Romania è assurdo e spesso irresponsabile, ma quello che succede in Italia, non merita nemmeno commenti.In Romania, adesso che il tutto si gioca, ed inizierà a giocarsi attorno le bordate via televisione e stampa, al fine di spianare la strada per le prossime elezioni, assisteremo sicuramente a tentativi, che spesso riusciranno nell’intento, di affondare tizio o caio. Un consiglio? Statene lontani. Da questo momento in poi gli affari di grosse proporzioni, ma non solo, possono essere utilizzati per scopi ben più difficili da capire di un semplice business plan. Uomo avvisato… C’è un altro aspetto che merita essere almeno trattato. Un noto imprenditore dell’area di Timisoara ha dichiarato, in un’intervista di qualche giorno fa, che i costi occulti degli operai rumeni, l’articolo parlava delle società di costruzioni, portano ad avere costi reali di oltre mille euro per operaio. L’analisi, anche se non trattata a fondo dal giornalista, ci è sembrata coerente e ben argomentata, per cui approfondiremo questo argomento nella prossima pubblicazione. Nel frattempo sosteniamo il cartellone dell’ex “capsunaro” oggi neo contestatore. Viva l’Italia.

Memo_Rivolsi@hotmail.com


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