No. 301  21-27 novembre 2007

Prima pagina
















Numero visitatori
dal 16 augosto 2001
968130


13 visitatori online

Archivio Gazzettino

Gazzettino No. 333
(16-22 luglio 2008)


Gazzettino No. 331
(9-15 luglio 2008)


Gazzettino No. 330
(2-8 luglio 2008)


Gazzettino No. 329
(25 giugno - 1 luglio 2008)


Archivio generale  


 Indietro   Stampa immagine  


Il Governo, i sindacati e le imprese hanno convenuto sullo stipendio minimo 2008 di 500 lei

    Il Governo, i sindacati e le imprese hanno convenuto che lo stipendio minimo dal 2008 sarà di 500 lei. Lo ha dichiarato, lunedì scorso, il ministro del Lavoro, Paul Pacurariu. Il ministro del Lavoro ha detto alla fine dell’incontro con i rappresentanti dei sindacati e delle imprese che lo stipendio minimo aumenterà dal 2008 del 28%, passando da 390 a 500 lei, aggiungendo che questa crescita non influirà sull’inflazione. Egli ha ammesso che questo valore è il massimo consentito per i conti pubblici. Secondo Pacurariu, dal 2008 il valore dello stipendio minimo del Contratto collettivo di lavoro sarà lo stesso di quello del Governo e dei sindacati. Il ministro ha spiegato che questa crescita porta lo stipendio minimo a 150 euro, il ché “ci avvicina ai paesi ex comunisti della UE, in cui lo stipendio garantito è di circa 170 euro”. I sindacati hanno chiesto, evoluzione economica permettendo, di avere una nuova negoziazione dello stipendio minimo nel 2008, ha precisato Pacurariu. Anche se il ministro del Lavoro ha ricordato che sia le imprese sia i sindacati sono stati d’accordo con il valore proposto dal Governo. Il rappresentante della Confederazione Patronale “Concordia”, Octavian Bojan, invece ha dichiarato, alla fine dell’incontro, che nelle discussioni sono stati violati alcuni principi. “Siamo stati convocati per farci conoscere la proposta del Governo. Anche se le imprese avevano un punto di vista unitario e Pacuraru ci ha informato che la proposta del Governo coincide con quella delle imprese, ossia 480 lei, ci ha sorpreso la posizione del ministro dell’Economia e delle Finanze, Varujan Vosganian, che ha portato l’offerta fino a 500 lei, mettendoci di fronte ad un fatto compiuto senza negoziati”, ha detto Octavian Bojan. Malgrado ciò, il rappresentante della Confederazione Patronale “Concordia” ha considerato l’incontro di lunedì sera una vittoria, in quanto “si è riusciti ad imporre un valore unitario dello stipendio minimo”. Allo stesso tempo, Bojan precisa che nelle discussioni si è rinunciato alla proposta delle imprese circa l’eliminazione della griglia salariale. Prima dell’appuntamento con i rappresentanti dei sindacati e dei patronati, il ministro del Lavoro, Paul Pacuraru, ed il ministro dell’Economia e delle Finanze, Varujan Vosganian, avevano discusso con il premier Calin Popescu Tariceanu sullo stipendio minimo. Pacuraru dichiarava la scorsa settimana, che la formula finale del Governo circa lo stipendio minimo sarà presentata lunedì dopo la seduta di Governo, e sarebbe stata più vicina all’offerta massima delle imprese che all’offerta minima dei sindacati. In quell’occasione il ministro aveva spiegato che i sindacati proponevano uno stipendio minimo di 550-700 lei, mentre la proposta delle imprese era di 480 lei. Il Governo alla fine dell’anno scorso aveva deciso che lo stipendio nazionale di base minimo lordo garantito fosse aumentato dal primo gennaio 2007, da 330 a 390 lei. Per un programma medio mensile di 170 ore, il reddito di 390 lei rappresenta un salario di 2,294 lei l’ora.

Alcuni sindacati – scontenti della proposta rilanciano lo scontro

Alcuni sindacati sono insoddisfatti dalla proposta del Governo di 500 lei per lo stipendio minimo nazionale nel 2008 e intendono continuare il conflitto di lavoro avviato due settimane fa. Il vicepresidente del Blocco Nazionale Sindacale, Ovidiu Jurca, ha dichiarato di non essere soddisfatto dell’offerta del Governo, precisando che entro due giorni si deciderà, in seguito alle discussioni con i membri, se si accetterà il valore di 500 lei per lo stipendio minimo oppure si continuerà la vertenza lavorativa. “È un compromesso triste se accettiamo l’offerta governativa. È vero che è di più di quanto proposto inizialmente dal governo e più dei 450 lei offerti dai patronati, ma siamo molto lontani da un valore decente e onorevole, che permetta di arrivare al 2009 ad uno salario minimo pari al 60 percento dello stipendio medio, come promesso dal Governo prima dell’integrazione nell’Unione Europea”, ha detto Jurca. Il vicepreside del Cartello Alfa, Romulus Nita, ha dichiarato che la parte sindacale non può accettare l’importo di 500 lei per lo stipendio minimo, dunque il conflitto continuerà. Martedì si deporranno i documenti per la conciliazione presso il Ministero del Lavoro. “È lodevole che il Governo abbia aumentato il valore dello stipendio minimo da 450 lei a 500 lei, però l’importo per noi rimane inaccettabile”, ha detto Romulus Nita. Secondo il leader CNSLR Fratia, Marius Petcu, l’offerta del Governo per lo stipendio minimo per il 2008 non è accettabile dal punto di vista dei sindacati. “Il lato buono è che ci sarà un solo stipendio minimo a livello nazionale, ed il Governo ha promesso che, dopo la rettifica di bilancio del prossimo luglio si può ipotizzare un aumento dello stipendio minimo generato dalla crescita economica, dunque esiste una prospettiva di crescita di questo stipendio minimo”, ha detto Petcu. Egli ha precisato che tutti i sindacati sono scontenti del fatto che lunedì sera, alla sede del Ministero del Lavoro non ci sono stati negoziati, l’esecutivo è venuto con una decisone già presa, dicendo di non poter offrire più di 500 lei per lo stipendio minimo del prossimo anno. “Questa proposta non riflette il valore reale del lavoro”, ha detto Petcu.

PSD insiste per uno stipendio minimo di 640 lei e per la riduzione dell’IVA sui generi alimentari

Il deputato PSD Dan Mircea Popescu ha dichiarato, mercoledì scorso, che il PSD presenterà più emendamenti alla finanziaria del 2008, che mirano ad aumentare lo stipendio minimo a 640 lei, ridurre l’IVA del 5% per gli alimenti di base e crescere la pensione per alcune categorie. Dan Mircea Popescu ha dichiarato che il livello dello stipendio minimo stabilito nella finanziaria per il 2008, elaborata dal Governo, non è realistico e, correlato all’indennizzo in caso di disoccupazione, non stimola il lavoro. Il deputato del PSD ha detto che il valore dell’indennizzo in caso di disoccupazione è troppo vicino allo stipendio minimo, e dunque lo stato non stimola il lavoro. Il socialdemocratico ha aggiunto che, se uno deve scegliere fra stare a casa e ricevere un indennizzo in caso di disoccupazione di 460 lei, e farsi assumere con uno stipendio minimo di 500 lei, opterebbe per stare a casa. Popescu ha precisato che il PSD deporrà un emendamento al progetto della finanziaria 2008, per portare lo stipendio minimo a 640 lei. Egli ha indicato come fonte possibile di questo aumento lo stanziamento di fondi pari al 10,3% del PIL in più di quanto previsto nell’attuale progetto. Il deputato PSD ha ricordato che il suo partito presenterà altri emendamenti alla legge finanziaria, riguardanti la conversione in denaro dei buoni di viaggio non utilizzati dai pensionati, l’aumento del 25% della pensione dell’erede sopravvissuto, il compenso del 100% delle medicine per i pensionati con una pensione fino a 400 lei, la riduzione dell’IVA fino all’aliquota del 5% per latte, pane, olio, zucchero e carne, con l’aumento dell’IVA fino al 25% per i prodotti di lusso.

Il Governo introdurrà di nuovo il paniere per il calcolo dello stipendio minimo

Il Governo introdurrà di nuovo il paniere minimo di consumo per il calcolo dello stipendio minimo ed è disposto ad un dialogo aperto con i sindacati, come unica soluzione per rispondere alle loro richieste. Lo ha dichiarato martedì il premier Calin Popescu Tariceanu. “Considero che sia necessario reintrodurre nelle nuove discussioni con le parti sociali il paniere minimo di consumo per poter correlare periodicamente questo indicatore allo stipendio minimo”, ha detto Tariceanu. Le autorità hanno rinunciato, negli ultimi anni, a calcolare lo stipendio minimo in base al paniere minimo di consumo e hanno convenuto che il salario sia negoziato nelle discussioni tra sindacati e imprese. Tariceanu considera naturale che i sindacati siano scontenti della finanziaria proposta per l’anno prossimo e ha garantito che l’Esecutivo è disposto ad un dialogo aperto, unica soluzione praticabile per “rafforzare la collaborazione” con le federazioni sindacali. Il capo del Governo ha chiesto l’aiuto dei sindacati per politiche efficaci di copertura del deficit dei posti di lavoro in settori come tecnologia dell’informazione, banche, edilizia e per favorire il ritorno degli operai romeni dall’estero. “Non sono troppo propenso di aprire le porte per portare manodopera dall’estero fino a quando esiste nel paese una riserva importante di forza lavoro che non è utilizzata”, ha detto il premier. Egli ha parlato degli effetti positivi delle delibere governative per incentivare l’economia, come l’introduzione dell’aliquota unica d’imposta, che hanno portato all’assunzione di circa 1,3 milioni di persone, nel periodo 2005 -primo semestre 2007, alla riduzione della disoccupazione dal 6,3% del dicembre 2004 al 4,1% nell’ottobre 2007, all’aumento del reddito medio netto del 73% rispetto al 2004, fino a 1.040 lei, e con l’aumento del potere d’acquisto della popolazione di oltre il 45%. Il Premier ha ricordato di volere trasformare la Romania nella settima potenza economica d’Europa, in proporzione al numero di abitanti ed alla sua superficie. Tariceanu ha parlato ai sindacati anche dell’aumento della produttività e della stabilità politica, spiegando che i due fattori combinati, rappresentano la “ricetta essenziale” della prosperità di qualsiasi stato membro dell’Unione Europea.

BNR e Istituto Nazionale di Statistica analizzeranno la composizione del paniere dei consumi

I rappresentanti della Banca Nazionale di Romana (BNR) analizzeranno, assieme alla direzione dell’Istituto Nazionale di Statistica (INS), la modalità di calcolo del paniere dei consumi. Lo ha dichiarato, martedì, il governatore della banca centrale, Mugur Isarescu, davanti alle Commissioni riunite bilancio-finanze del Parlamento. “Abbiamo stabilito di incontrarci prossimamente, di analizzare e poi di far pubbliche le nostre decisioni. Sotto ci sono questioni tecniche. Non controlliamo la cosa in totalità”, ha affermato Isarescu. Il presidente della commissione bilancio-finanze della Camera dei deputati ha poi chiesto al governatore perché in Romania gli alimenti abbiano un peso molto più alto nel paniere dei consumi, ed Isarescu ha risposto che questa situazione rappresenta una sorpresa anche per la BNR. La media dell’Unione Europea è di 15-18%, mentre in Romania questa è del 37%. “Un peso così alto e la volatilità dei prezzi degli alimenti ci ha svantaggiati. L’anno scorso ci ha aiutati, abbiamo ridotto l’inflazione di più di quanto previsto”, ha detto Isarescu. Il governatore ha spiegato che se il peso dei prodotti alimentari fosse come in Bulgaria, ad esempio, l’indice dei prezzi al consumo sarebbe stato più basso dello 0,7-0,8% nei primi nove mesi. La Bulgaria ha modificato, all’inizio dell’anno la modalità di calcolo del paniere dei consumi, applicando gli standard della UE. La modalità di calcolo in Romania corrisponde al paniere degli ultimi anni. “Abbiamo discusso anteriormente sulla modalità di calcolo con l’INS. È corretto”, ha detto Isarescu. Egli ha menzionato che, man mano che cresceranno i redditi della popolazione, il peso degli alimenti si ridurrà. “La tendenza è discendente. La struttura del paniere in Romania si avvicinerà a quella della UE”, ha detto il governatore della banca centrale.

Tariceanu: L’aumento dello stipendio minimo è assolutamente straordinario, però il Governo rimane cauto

L’aumento dello stipendio minimo del 28% per l’anno prossimo, a 500 lei, è “assolutamente straordinario”, in accordo con le richieste dei sindacati, però la politica salariale del governo rimarrà cauta, anche nel 2008”, ha dichiarato, martedì, il premier Calin Popescu Tariceanu. “Anche noi siamo sottoposti alle crisi finanziarie che colpiscono i mercati mondiali e quello romeno. Tutte le politiche salariali, inclusa quella del 2008, devono essere abbastanza caute. L’inflazione che ha registrato una crescita più alta di quanto previsto deve farci pensare”, ha detto Tariceanu. Egli ha spiegato che l’Esecutivo non rinuncia, però all’intenzione di aumentare lo stipendio minimo di circa il 70% rispetto al 2004, in relazione alla crescita dello stipendio medio lordo e netto. L’inflazione annua è salita dopo dieci mesi al 6,84%, livello massimo toccato da giugno dell’anno scorso, con un rincaro dei prezzi al consumo ad ottobre dello 0,97%, soprattutto a causa dei generi alimentari. Il target inflativo stabilito dal Governo e dalla BNR per quest’anno è del 4%, con una fascia di variazione di più/meno un punto. Il Governo, i sindacati ed le imprese hanno convenuto, lunedì sera, che lo stipendio minimo del 2008 sia di 500 lei.

Ioan Brad


 Home   In alto   Stampa immagine  


 Pubblicità    Abbonamenti    Chi siamo  

Redazione: Timisoara, Romania
Tel./Fax +40(0)256-493012, +40(0)256-282556
E-mail: gazzettino@gazzettino.ro Internet: www.gazzettino.ro