No. 307  16-22 gennaio 2008

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Primo ricorso della Romania contro la CE, per la decisione sulle emissioni inquinanti

    La Romania ha chiesto al Tribunale delle Comunità Europee di annullare la decisione della Commissione Europea di ridurre la quota di emissioni inquinanti assegnata alla Romania. Lo stato romeno ritiene che la CE abbia abusato delle proprie attribuzioni e abbia compiuto delle discriminazioni. Si tratta della prima azione attuata dalla Romania contro una decisione della Commissione. Il Governo ha deciso, nell’ultima seduta dello scorso anno, ha deciso di ricorrere a tutte le prerogative legali contro la decisione della CE di ridurre la quota di emissioni inquinanti attribuita alla Romania del 20%. In base a questa decisione, la Romania ha consegnato, il 21 dicembre 2007, presso il Tribunale di Primo Grado delle Comunità Europee, due azioni per l’annullamento delle decisioni della CE, ha spiegato, la scorsa settimana, il capo del Dipartimento per gli Affari Europei, Adrian Ciocanea. Gli atti sono stati presentati presso il Dipartimento per gli Affari Europei, mediante l’Agente Governativo. Il ricorso della Romania si basa sul fatto che i rappresentanti della Commissione sarebbero andati oltre alle loro attribuzioni, poiché non avrebbero il diritto di stabilire delle cifre, ma solo quello di respingere totalmente o parzialmente il piano nazionale di assegnazione delle emissioni inquinanti, nonché sulla mancanza di trasparenza del sistema utilizzato per l’assegnazione delle nuove quote. Le autorità romene hanno invocato anche la violazione della CE del principio di non discriminazione, perché le misure sono state adottate con un sistema applicato solo nel caso di Romania e Bulgaria. “Il Governo ora attende la risposta del Tribunale, periodo in cui la decisione della Commissione rimarrà valida”, ha detto Ciocanea. La Commissione Europea ha ridotto, ad ottobre, le quote annuali di emissione di diossido di carbonio (CO2) per l’industria romena, per il periodo 2008-2012, del 20,7%, da 95,7 milioni di tonnellate, valore richiesto dalle autorità romene, a 75,9 milioni di tonnellate. La CE ha anche ridotto del 10% il tetto delle emissioni della Romania per il 2007, rispetto al valore indicato dallo stato romeno. I rappresentanti dell’Associazione degli Uomini degli Affari della Romania hanno affermato che la decisione della Commissione di ridurre del 20% il tetto delle emissioni per la Romania è stata “arbitraria” e produrrà delle perdite per le centrali termiche di oltre due miliardi di euro e chiedono la Governo di intervenire al più presto. Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Varujan Vosganian, e quello dell’Ambiente, Attila Korodi, hanno criticato la decisione della CE annunciando che chiederanno ai rappresentanti della CE di modificarla. Vosganian ritiene che la Romania sia danneggiata dalla decisione della CE sulla riduzione della quota di emissioni inquinanti e ha convenuto con il premier Calin Popescu Tariceanu e con il ministro dell’Ambiente di inviare una lettera di protesta a Bruxelles, assieme ad altri stati.

La CE nono ha ricevuto una notificazione ufficiale del ricorso della Romania

La Commissione Europea non ha ancora ricevuto alcuna notificazione da parte del Tribunale relativamente al ricorso della Romania contro le quote delle emissioni inquinanti. Lo ha dichiarato, martedì scorso, Barbara Helferich, il portavoce del commissario europeo dell’Ambiente, Stavros Dimas. Helferich ha spiegato che per il momento non è arrivata nessuna notificazione da parte del Tribunale in relazione di un ricorso della Romania contro la CE. La portavoce ha precisato che la Romania non ha l’obbligo formale di comunicare alla Commissione Europea l’intenzione di aprire una vertenza nei suoi confronti, poiché tale procedura viene applicata automaticamente dal Tribunale. Chiestole se vi sono state delle discussioni relativamente alla soluzione dei problemi sollevati dalle autorità romene romane, Barbara Helferich ha affermato che la CE si consulta con gli stati, in base alle procedure esistenti. Helferich ha poi precisato che per il momento la decisione adottata dalla Commissione rimane valida e obbligatoria. La CE è fiduciosa e crede che vincerà il processo aperto da Bucarest rispetto alla riduzione della quota di emissioni inquinanti della Romania, ha detto la portavoce del commissario europeo dell’Ambiente, Stavros Dimas. Helferich ha ricordato che non si tratta di una decisione discriminante adottata nei confronti della Romania o di un altro stato della UE. Chiestole cosa potrebbe succedere se la Romania dovesse vincere il ricorso. Helferich ha precisato che per il momento non può rispondere ad una simile domanda.

Il Governo invia una nuova lettera alla CE sulla tassa auto

Il Governo ha deciso di inviare alla Commissione Europea una nuova lettera relativamente alla tassa di prima immatricolazione auto, in cui si presenta la modalità di calcolo finale del tributo. La tassa è stata introdotta all’inizio dello scorso anno, dopo l’eliminazione delle accise sull’importazione delle automobili. La decisione delle autorità di Bucarest è stata criticata dai rappresentanti della Commissione Europea. La Tassa di prima immatricolazione è calcolata in base alla cilindrata, ai parametri di inquinamento e all’età della macchina. Il Governo ha annunciato che modificherà la tassa, tramite ordinanza d’urgenza, per correlarne il livello con il valore di mercato della macchina e per introdurre una procedura di contestazione per i consumatori. I rappresentanti del Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno discusso, alla fine dell’anno scorso, a Bruxelles, con esperti della Commissione Europea e hanno convenuto sull’introduzione delle modificazioni entro febbraio. Per quest’anno, il Governo prevede di incassare 600,8 milioni di lei (pari a 188,9 milioni di euro) con la tassa di prima immatricolazione, in diminuzione del 21,7% rispetto a quanto pianificato nel 2007, cioè 766,8 milioni di lei. Nei primi dieci mesi dello scorso anno, lo stato aveva incassato 714,3 milioni di lei dalla tassa di prima immatricolazione. Il mercato delle automobili e dei mezzi commerciali è salito del 23,7% tra gennaio e novembre 2007, rispetto al 2006. Nel periodo citato si sono venduti 333.604 nuovi autoveicoli.

Il Governo: La variante finale di calcolo della tassa stabilita a fine gennaio

La variante finale per il calcolo delle tassa di prima immatricolazione sarà stabilita alla fine dei gennaio, mediante un atto normativo. Lo ha dichiarato, mercoledì scorso, la portavoce del Governo, Camelia Spataru. Spataru ha confermato che il Governo trasmetterà alla Commissione Europea una lettera relativamente alle modificazioni apportate alla tassa auto. “Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Varujan Vosganian, ha informato i membri del Governo, riguardo l’applicazione dei principi imposti dalla Commissione Europea riguardo alla tassa sull’inquinamento delle auto. La proposta tiene conto delle osservazioni della Commissione Europea, e le modificazioni saranno discusse tra gli esperti romeni e quelli di Bruxelles”, ha affermato Spataru. La portavoce dell’Esecutivo ha precisato che, nella seduta governativa di mercoledì scorso, non è stato presentato un memorandum o un’ordinanza d’urgenza su questo tema. La tassa auto in generale scende, ma sale per le macchine nuove

Il valore della tassa di prima immatricolazione crescerà di tre volte nel caso delle auto nuove, per poi scendere proporzionalmente in base all’aumento dell’età, a parità di cilindrata e di emissioni inquinanti. L’esecutivo la scorsa settimana ha inviato alla Commissione Europea una nuova lettera contenete le modificazioni apportate alla modalità per il calcolo della tassa auto. La Commissione, in passato, ha contestato il modo in cui era calcolata la tassa, perché discriminava le auto più vecchie. “Il nuovo principio introdotto riguarda la correlazione del valore della tassa in base al deprezzamento del valore dell’auto nel caso della classe Euro e della cilindrata”, hanno dichiarato le fonti citate. In sostanza, se la tassa attuale, per una macchina nuova Euro 4 e cilindrata 1.400-1600 è di circa cento euro, nella nuova formula elaborata dall’Esecutivo e comunicata alla Commissione questa cresce fino a 400 euro. Allo stesso tempo, c’è una riduzione in base all’età dell’auto e, ad esempio, un’auto di quel tipo di due anni pagherebbe una tassa inferiore del 15%. Nel caso di un’auto nuova Euro 4 con cilindrata 1.600, la tassa di prima immatricolazione sarà di circa 460 euro, per poi scendere progressivamente in base all’età. Una macchina dello stesso tipo con cilindrata superiore ai 1.900 centimetri cubici sarà immatricolata per una somma che si aggira intorno ai mille euro, hanno spiegato le fonti citate. Le macchine Euro 3 più nuove con cilindrata 1.400-1600 saranno immatricolate con una tassa di circa 1000 euro. Anche in questo caso la tassa scende in base all’età dell’auto. Il valore della tassa per le macchine Euro 3 cresce in base alla cilindrata. Lo stesso sistema è applicato alle auto Euro o ai modelli non Euro. Con il nuovo sistema di calcolo della tassa, il valore più alto è di 5.500 euro e si applica alle macchine non Euro con cilindrata superiore i 3.000 e circa 10 anni di età. Fonti governative citate hanno precisato che i dati presentati non sono ancora definitivi e potranno esserci delle lievi modificazioni. La squadra mista dei Ministeri dell’Ambiente e delle Sviluppo Durevole e dell’Economia delle Finanze lavora all’elaborazione della griglia dei valori che deve essere comunicata alla Direzione tasse della Commissione Europea. “Stiamo lavorando a dei dettagli, in particolare alla relazione tra età del mezzo e crescita del valore della tassa. Da noi il deprezzamento è del 15% in due anni, mentre la Grecia è stata criticata per un livello di deprezzamento del 14%. Abbiamo ancora un po’ di lavoro, i valori in ogni caso non cambieranno di molto”, hanno aggiunto le fonti citate. Nel caso delle macchine Euro 4 con cilindrata 1.400 e età inferiore o pari ad un mese, il valore della tassa oggi è di 161 euro. Per le auto con 1-2 anni, i proprietari pagano 284 euro, mentre per quelle di 4-5 anni si pagano 299 euro. La tassa è molto più alta nel caso delle auto di grossa cilindrata, giungendo fino a 4.300 euro per le macchine con propulsore a tre litri. Per le auto Euro 3, per l’immatricolazione si pagano 536 euro se la macchina è meno vecchia di un anno e ha un motore di 1.400 centimetri cubici. Per la stessa cilindrata, la tassa sale a 945 euro e a 1095 euro per le macchine con 1-2 anni, rispettivamente 3-4 anni. Per una macchina di 11-12 anni con motore Euro 2 di 1.400 cmc, la tassa è di 2.604 euro, e per un veicolo più vecchio di 7-8 anni il proprietario paga circa 2.500 de euro.

Ioan Brad


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