No. 308  23-29 gennaio 2008

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Attraverso gli occhi degli investitori: Ignorantia legis non excusat

    Nei trattati di preadesione era tutto scritto, nero su bianco. C’è stato anche molto tempo per studiarli e per valutare l’impatto delle richieste, oggi obblighi, che la Romania avrebbe dovuto accettare e, poi, realizzare, una volta accettato l’ingresso nella famiglia Europa. Certo il progetto relativo all’unione è stato usato al novanta cinque per cento per scopi politici. L’allora partito di maggioranza ha fatto dell’adesione all’Europa il suo cavallo di battaglia. Ha magnificato i benefici ed ha taciuto gli obblighi, ha persino “abbellito” alcuni dati, e lo ha fatto tanto bene che se ne sono accorti solo pochi mesi orso no, quando, d’un tratto, l’inflazione non era più il due bensì il sette per cento. Si è brindato e si è ballato fino all’alba del primo gennaio duemila sette. Felici di viaggiare con la sola carta d’identità, di andare in Ungheria od in Austria per le spese, dove tutto costa molto meno che in Romania, e non dover lasciare l’obolo al doganiere di turno. Ma, come sempre c’è un “ma”. Cosa fare dei milioni di romeni che vivono nei villaggi e nelle piccole cittadine lontani dai centri più importanti? Cosa fare delle centinaia di migliaia di piccoli e medi imprenditori che non hanno capito niente e si trovano con le manovie senza dipendenti e con i conti economici che piangono a dirotto? Cosa fare di un obbligo di aumentare il prezzo del gas naturale che scalda oltre la metà della popolazione di oltre il settanta per cento? Come spiegare il prezzo del gasolio ad oltre un euro, più caro della banzina? Come conciliare il salario offerto dal mercato locale, che non puo’ offrire un salario più alto, almeno nella maggior parte delle attività, con i costi della vita di oggi in Romania? Qual’è la pianificazione, la strategia per affrontare tutto questo? Il Governo attuale ha aumentato le pensioni, giusto, un pensionato che non puo’ più lavorare per raggiunti limiti d’età, deve poter vivere dignitosamente, ma prima di generare un ulteriore costo senza una valida fonte, bisognava almeno rivedere tutto il piano pensionistico e, soprattutto, i criteri di coloro i quali, a trenta anni, sono in pensione per invalidità ma vanno a sciare a Saint Moritz. Il Governo attuale ha cambiato più ministri che biancheria intima, e ne propone uno alla giustizia che dichiara di non conoscere la legge. Un anno buttato via a litigae con il Presidente senza riuscire ad attingere ai fondi stanziati. Un anno buttato via in maniera inammissibile e non solo per i fondi, ma anche per i lavori alle infrastrutture non iniziati od iniziati solo verso la fine dello scorso anno e per altre migliaia di motivi che tutti possiamo bene, o male, comprendere o vedere con i nostri propri occhi. Questo è un anno elettorale. Assisteremo alle solite e, inaccettabili, lotte fratricide volte allo scopo di defenestrare concorrenti politici. Assisteremo al solito trambusto creato da autodefiniti politici, che cadrà nel sordo giardino degli elettori che sempre meno andranno a votare. Nonostante questo sembra che tutti facciano finta di niente. Nuovi ipermercati, immensi centri commerciali, quartieri interi acquistati a prezzi europei da nuovi, improvvisati speculatori, ma angoli sempre molto poco retti e muri sempre molto poco a piombo. Potere dell’onda dell’entusiasmo?

Memo_Rivolsi@Hotmail.com


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