No. 310  6-12 febbraio 2008

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La Commissione Europea valuta il programma di convergenza della Romania

    La Commissione Europea la scorsa settimana ha presentato la valutazione del programma di convergenza della Romania. Alla luce dell’analisi la CE ritiene che il mantenimento di deficit macroeconomico elevati noi sia in concordanza con una prudente politica di bilancio. A dispetto di una crescita economica sostenuta, il programma di convergenza elaborato dalle autorità di Bucarest prevede dei deficit macroeconomici elevati, spiega la Commissione. In questo modo si rischia di superare la soglia del 3% nel caso del deficit di bilancio prevista dal Trattato di Maastricht. Rispettare i parametri del Trattato è obbligatorio per i paesi che vogliono adottare la moneta europea e per quelli che già si trovano nella zona euro. Di seguito presentiamo una sintesi delle conclusioni contenute nel rapporto della Commissione Europea. – La Romania deve elaborare una politica di bilancio più ambiziosa, per non violare le regole del Patto di crescita e stabilità e per limitare la crescita del deficit estero e le pressioni inflazionistiche, fattori di rischio per la stabilità macroeconomica e finanziaria.

– La CE considera insufficienti i progressi compiuti dalla Romania per ridurre entro il 2011 il deficit all’1% del PIL e denota che a dispetto di una crescita economica sostenuta questi sono concentrati nell’ultima parte del periodo del programma.

– l’obiettivo a medio termine difficilmente potrà essere raggiunto nel 2011.

– L’efficienza a lungo termine delle finanze pubbliche della Romania non è ancora stata valutata, perché i calcoli sull’invecchiamento della popolazione sono ancora in corso.

– Secondo la CE, la Romania dovrà accelerare in modo significativo l’applicazione delle correzioni, per raggiungere l’obiettivo a medio termine e fissare degli obiettivi più ambiziosi nel 2008 e ridurre il rischio di un deficit eccessivo, per stimolare la stabilità macroeconomica e per ridurre i disequilibri con l’estero in crescita, nonché limitare i rischi per l’efficienza nel lungo periodo delle finanze pubbliche.

– Le autorità di Bucarest dovranno controllare la crescita della spesa pubblica e riesaminarne la struttura per migliorare il potenziale di crescita del paese e migliorare la pianificazione delle spese pubbliche nel medio periodo.

– La Romania dovrà adottare delle politiche per limitare le pressioni inflazionistiche, parallelamente all’adozione di una disciplina fiscale più severa, controllando gli aumenti salariali dell’amministrazione pubblica e proseguendo le riforme strutturali.

Almunia: La crescita del deficit di bilancio in Romania è molto preoccupante

La crescita del deficit di bilancio in Romania rappresenta un serio motivo di preoccupazione. Lo ha dichiarato il commissario per gli Affari Monetari, Joaquin Almunia, ricordando che il governo romeno dovrà fissare degli obiettivi più sani, per non violare i regolamenti europei. Secondo una bozza di valutazione dedicata al programma fiscale a lungo termine delle autorità di Bucarest, la Commissione Europea considera improbabile che la Romania possa riequilibrare il deficit entro il 2011 e chiede un’azione forte già a partire dal 2008. “La crescita del deficit in Romania, a seguito dell’adesione all’Unione Europea, e la volatilità creano molta preoccupazione”, ha affermato Almunia durante una conferenza stampa tenuta a Bruxelles. Egli ha affermato che la Romania deve stabilire degli obiettivi di bilancio più sani per evitare la violazione delle disposizioni del Patto di Stabilità evita e Crescita. La Romania inoltre deve tenere sotto controllo il deficit estero e le pressioni inflazionistiche, che mettono in pericolo la stabilità macroeconomica e finanziaria. Per adottare l’euro, la Romania dovrà ridurre l’inflazione e mantenere il deficit di bilancio sotto il 3% del Prodotto Interno Lordo (PIL). Secondo la bozza di valutazione, a dispetto di una crescita economica che supera il 6%, la Romania lo scorso anno ha registrato un deficit di bilancio del 2,9% del PIL, e la situazione non si modificherà nel 2008 e nel 2009. Il bilancio generale consolidato, calcolato con la metodologia romena, ha registrato alla fine dello scorso anno un deficit di circa il 2,4% del PIL. La Commissione Europea prevede che, in mancanza di una strategia da parte del Governo romeno, il deficit di bilancio quest’anno arriverà al 3,2% e al 3,9% nel 2009. “I progressi per raggiungere l’obiettivo nel medio termine relativamente all’equilibrio di bilancio sono insufficienti, a dispetto alle prospettive di sviluppo esistenti”, si legge nella bozza. Secondo la Commissione, tenuto conto della difficoltà di raggiungere gli obiettivi relativi al deficit di bilancio e di applicare le correzioni necessarie, è improbabile che questo obiettivo venga raggiunto prima del 2011. La Romania deve ridurre le spese pubbliche e adottare delle misure per controllare l’inflazione, che completerebbero la riduzione del deficit di bilancio. Inflazione media in Romania lo scorso anno ha toccato il 4,8%, ma per il 2008 Governo e Commissione Europea prevedono una crescita fino al 5,6-5,7%. Nel 2007 secondo l’Istituto Nazionale di Statistica l’inflazione è salita fino al 6,57%, 1,5 punti in più rispetto a quanto previsto dalla BNR. La Banca Nazionale per il 2007 aveva fissato un obiettivo per l’inflazione del 4%, +/- un punto percentuale, tinta mentre per quest’anno il target è del 3,8% con la stessa forchetta di variazioni. Nel più recente rapporto sull’inflazione nel novembre 2007, la banca centrale ha corretto di 0,6 punti la previsione per il 2008, portandola al 4,3% per anno.

Se gli indicatori economici romeni non cambieranno la CE dovrà intervenire

Se le autorità di Bucarest non agiranno per il controllo più efficiente delle spese e del deficit di bilancio, la Commissione Europea avvierà una serie di misure nel caso della Romania, in conformità alle condizioni stabilite dal Patto di Stabilità e Crescita. “Siamo preoccupati dalle cifre fornite dalle autorità romene (…) Se si analizzano i dati del bilancio consolidato a partire dal 2007 le cifre rimangono vicine al 3% del PIL”, ha dichiarato, mercoledì scorso, il commissario europeo per gli Affari, Joaquin Almunia. Egli ha fortemente criticato la fissazione del deficit strutturale al 3,4% da parte del Governo. “Se le cifre non saranno migliorate e se i valori così alti si confermeranno o saranno superati, saremo obbligati ad adottare delle iniziative in conformità al patto di Stabilità e di Crescita”, ha affermato il commissario europeo senza fornire ulteriori dettagli. Almunia ha spiegato di non avere un attitudine critica verso la Romania, ma verso l’evoluzione dei suoi indicatori economici. Il rappresentate della Commissione Europea ha raccomandato al ministro dell’Economia e delle Finanze di migliorare questi indicatori con una fiscalità più coraggiosa. “Abbiamo chiesto alle autorità romene di intraprendere delle misure correttive e la risposta è stata positiva”, ha detto Almunia. Il commissario ha rilasciato queste dichiarazioni durante una conferenza stampa dedicata al programma di convergenza della Romania per il periodo 2007-2010. Lo scorso dicembre la Romania aveva presentato una versione aggiornata del programma di convergenza per il 2007-2010. Secondo la CE, la strategia di bilancio inclusa nel programma non riflette una politica prudente per la riduzione del deficit estero in crescita e le pressioni inflazioniste che mettono in pericolo l’intero processo di convergenza. La Commissione Europea sottolinea che il programma porterà ancora a deficit elevati che potrebbero raggiungere un livello eccessivo”. La CE considera insufficienti i progressi compiuti dalla Romania per ridurre entro il 2011 il deficit all’1% del PIL. In tal senso la Commissione crede che l’obiettivo a medio termine non potrà essere raggiunto nel 2011.

Forse a marzo, manovra correttiva per ridurre le spese

Il Governo potrebbe approvare a marzo una manovra correttiva per ridurre le spese e inviare alla Commissione Europea una lettera in cui illustrerà le misure adottate per mantenere sotto controllo il deficit nel 2008. Lo ha dichiarato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Varujan Vosganian. Secondo il ministro, si tratta di una misura necessaria per compensare eventuali flessioni provocate dalla crisi presente sui mercati esteri. “Il nostro obiettivo è di rientrare nei criteri di Maastricht. Abbiamo promesso che a marzo presenteremo alla Commissione Europea delle misure per dimostrare che possiamo tenere sotto controllo il deficit”, ha affermato Vosganian. Secondo il ministro, la manovra correttiva per contenere le spese è necessaria anche per riequilibrare l’influenza negativa prodotta dalla crisi economica internazionale. Il ministro ha poi aggiunto che con un PIL inferire a quello stimato, il deficit di bilancio supererebbe il limite stabilito, e quindi è necessario tagliare delle spese. “Un’eventuale riduzione delle spese pubbliche non danneggerà i settori prioritari. Simili misure si adottano, non si annunciano, non vogliamo avere delle discussioni. Ci interessa solo l’accordo del primo ministro”, ha spiegato Vosganian. Egli ha ricordato che anche all’inizio del suo mandato aveva ricevuto delle critiche simili da parte della Commissione Europea, ma poi il paese riuscì a gestire il deficit di bilancio. “Il nostro impegno è di raggiungere intorno al 2011 un deficit pari all’1% del PIL. La Commissione Europea crede che visto il rapporto PIL deficit di quest’anno, pari al 2,8%, il nostro obiettivo non sia realistico”, ha precisato Vosganian.

Tariceanu: Il Governo sfrutterà al massimo il rapporto deficit-PIL per ridurre il ritardo rispetto alla UE

Il Governo sfrutterà al massimo il tetto del 3% del rapporto deficit PIL e non rinuncerà al finanziamento dei progetti di sviluppo delle infrastrutture, dell’ambiente e dell’agricoltura, con lo scopo di ridurre il ritardo tra Romania a e gli altri paesi membri della UE, ha dichiarato il premier Calin Popescu Tariceanu, aggiungendo di non accettare lezioni su questo tema dalla Commissione europea. “L’interesse del mio paese è di svilupparsi al massimo per recuperare il ritardo accumulato. evidente che sfrutterò al massimo il tetto del 3% del rapporto deficit PIL 3%. Non posso permettermi dei deficit più bassi fino a quando c’è un bisogno imperioso di sviluppare le infrastrutture, il settore della protezione dell’ambiente e l’agricoltura”, ha detto Tariceanu, durante una conferenza stampa sostenuta presso la sede del Comitato Nazionale di Coordinazione per gli Strumenti Strutturali. Il premier ha ricordato che la politica del Governo è incentrata sullo sviluppo e sugli investimenti e, in questo contesto, si utilizzeranno al massimo i parametri consentiti dal trattato di Maastricht riguardo al deficit di bilancio. “Non mi interessa cosa dicono a Bruxelles. Siamo capaci di gestire il deficit e andremo avanti così, perché dobbiamo investire molto. Non sono spaventato dalle parole della Commissione. Tutti voglio le autostrade, vogliono uno standard di vita più elevato, lo sviluppo rurale, ma queste cose non si possono fare senza denaro. Tutti i paesi europei hanno avuto deficit anche più alti e non è stata una tragedia. Non vogliamo andare sotto i limiti, ma non accettiamo lezioni”, ha affermato il premier. Il leader dei liberali ha poi ricordato che nel 2005 nonostante le critiche perché la Romania aveva rinunciato all’accordo con il Fondo Monetario Internazionale, il paese ha poi dimostrato di essere in grado di gestire in modo efficiente le risorse pubbliche. “Tra la Commissione e la Romania non c’è una relazione di subordinazione. Sia chiaro siamo dei partner”, ha proseguito Tariceanu. Il premier ha poi detto di non sapere se il deficit salirà fino al tetto del 3% del PIL, perché si devono prendere in considerazione anche altri elementi collegati alla situazione dei mercati internazionali, che suggeriscono di usare in modo prudente i fondi di bilancio. “Forse se non ci fosse stata la crisi finanziaria avrei detto al ministro Vosganian di allargare il deficit fino al 3% del PIL, di certo mi avrebbe risposto di sì. Ma con la crisi globale esistono dei pericoli anche per noi e probabilmente adotteremo una politica più prudente vedere. In ogni caso dovremo rivedere la politica di spesa per il 2008 e gestire meglio il denaro pubblico per evitare che i derapage causati dalle autorità pubbliche alla fine dello scorso anno si ripetano”, ha concluso Tariceanu.

Vosganian: Tagli di spesa per 1-1,5 miliardi di euro

Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Varujan Vosganian, a ha poi precisato che proporrà presto al Governo delle misure per risparmiare 1-1,5 miliardi di euro e ridurre il deficit di bilancio. “Adotterò tutte le misure possibili per non superare il tetto del 3% del rapporto deficit PIL e per ridurre il debito pubblico”, ha precisato Vosganian. Il deficit programmato quest’anno è pari al 2,7% del PIL. La manovra proposta da Vosganian ridurrebbe le spese approvate dal governo, 78,8 miliardi di lei, circa 24 miliardi di euro, del 4,2% o del 6,3%. Le entrate a bilancio previste per quest’anno sono di 67 miliardi di lei (circa 20 miliardi di euro). Risparmi dell’1-1,5% rappresentano una diminuzione delle spese dello 0,75-1% del PIL. Se gli incassi a bilancio procederanno come previsto si potrebbe ridurre il deficit rispetto al PIL dell’1,7%.

Isarescu: Portare le spese oltre il livello previsto sarebbe da irresponsabili

Effettuare delle spese di bilancio superiori al livello previsto per quest’anno, nel bel mezzo di una crisi internazionale, sarebbe un atto irresponsabile. Lo ha detto, la scorsa settimana il governatore della Banca Nazionale di Romania, Mugur Isarescu. “La finanziaria per il 2008 è superiore al PIL della Romania dell’anno 2000. Fare delle spese superiori al livello previsto in questo contesto di turbolenze internazionali sarebbe totalmente irresponsabile. Sono certo che non accadrà”, ha affermato Isarescu, durante una trasmissione televisiva. Il governatore della BNR ha ribadito che c’è bisogno di un mix di politiche adeguate per ridare fiducia agli investitori nell’economia romena, poiché l’esuberanza del passato si è esaurita. Inoltre, il rappresentante della banca centrale ha chiesto una politica monetaria severa, riforme strutturali profonde e una fiscalità prudente. “Anche la struttura delle spese è importante. Una valanga di lei concentrata in un breve periodo potrebbe essere pericolosa. Ci è voluto un mese per assorbire questa liquidità”, ha precisato Isarescu riferendosi alle spese pubbliche incontrollate di fine anno.

Ioan Brad


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