No. 312  20-26 febbraio 2008

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Se non si modifica la legge sulla tassa auto si arriverà alla Corte Europea di Giustizia

    Il commissario europeo, Leonard Orban, ha dichiarato lunedì scorso che, se la legge sulla tassa auto sarà modificata, la CE fermerà la procedura di infrazione aperta contro la Romania, in caso contrario si arriverà davanti alla Corte Europea di Giustizia. Orban ha spiegato che esiste un’intesa tra Bucarest e Bruxelles su un testo che modifichi la legge romena. Il commissario ha poi spiegato che appena la legge sarà modificata e entrerà in vigore, la CE fermerà la procedura d’infrazione, aperta nei confronti della Romania. “In caso contrario si arriverà davanti alla Corte Europea di Giustizia”, ha detto Orban. Il commissario ha poi spiegato che quando aveva detto che, in base ad una decisione della Commissione Europea, il denaro incassato con la vecchia forma della tassa dovrà essere restituito, egli non ha indicato la percentuale della somma che sarà restituita. Egli ha aggiunto che nel caso della tassa già incassata, la percentuale che sarà restituita dipenderà dalle autorità di Bucarest, in collaborazione con quelle di Bruxelles. A sua volta, il responsabile del dipartimento per gli Affari Europei, Adrian Ciocanea, ha affermato che l’istituzione che conduce rappresenterà la Romania presso la Corte Europea di Giustizia nel caso in cui si arrivasse a processo. Egli ha però detto che la soluzione trovata da Bucarest insieme alle autorità di Bruxelles garantisce che la Romania non giungerà davanti alla Corte Europea. Ciocanea ha voluto precisare che la modalità di calcolo della tassa rispetta le norme della Commissione Europea e il principio di libera concorrenza delle merci.

Stroe: “Sostengo la tassa auto, ma non nella versione attuale

Il vicepresidente della compagnia Automobile Dacia, Constantin Stroe, la scorsa settimana ha dichiarato di sostenere l’idea di una tassa di prima immatricolazione, ma non nella forma attuale. A suo avviso, inoltre, se questa rimarrà immutata, la Romania arriverà inevitabilmente davanti alla Corte Europea di Giustizia. Il vicepresidente di Automobile Dacia, Constantin Stroe, ha dichiarato, durante un incontro presso la Prefettura di Arges, di sostenere la tassa auto, ma non nella versione attuale che provocherebbe degli effetti negativi per l’occupazione e per la sicurezza stradale, e danni all’ambiente. Secondo il rappresentante di Dacia Renault, se la tassa non si modificherà si arriverà davanti alla Corte Europea di Giustizia. “Io sostengo la tassa, ma non nella forma attuale. Voglio vedere se si annullerà la tassa quale saranno le conseguenze sociali. Penso ai posti di lavoro, alla sicurezza stradale e ai problemi ambientali”, ha detto Stroe. Egli ha precisato che un’auto nuova è almeno cinque volte più sicura di una usata e che per questo c’è bisogno di una tassa e rendere la sua abolizione, che produrrebbe un disastro”. “In principio io sostengo la tassa. La variante attuale non mi piace, ma nemmeno quella proposta dal Ministero delle Finanze è soddisfacente, tuttavia sono favorevole alla tassa. Si tratta di un problema complesso ed è difficile una soluzione corretta che soddisfi tutti. In Europa circolano 263 milioni di macchine, di queste 63 milioni hanno più di 10 anni. La rottamazione di queste macchine costa 200 euro, vi è l’interesse di venderle in altri paesi, Romania inclusa. Per questa ragione io sono per l’aumento della tassa per le auto non-Euro, Euro 1 e Euro 2”, ha precisato Stroe. A sua volta, Francois Fourmont, il direttore generale della Dacia-Renault, ha affermato che l’abolizione di questa tassa avrebbe una ripercussione economica disastrosa e delle conseguenze gravi sulla sicurezza e l’ambiente. Anche i posti di lavoro sarebbe in forse. “Si taglierebbero dei posti di lavoro alla Dacia, ma anche nelle 150 aziende che nella provincia Arges lavorano con noi. Sarebbe un disastro”, ha detto Fourmont.

Vosganian spera che in Parlamento si discuta con responsabilità sulla tassa

Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Varujan Vosganian, ha dichiarato di sperare che la tassa auto sia dibattuta in modo “responsabile” in Parlamento. “Speriamo di avere in breve tempo la forma finale dell’ordinanza e che i dibattiti siano responsabili. Mi auguro che la mozione del PSD sia respinta”, ha dichiarato Vosganian all’incontro sul bilancio dell’attività della Guardia di Finanza per il 2007. Egli ha spiegato che in Parlamento si discuterà anche di moralità politica, cioè dell’arte del ripensamento. “L’arte del ripensamento non è l’arte del Governo. Spero che i partiti siano responsabili. Siamo aperti ad ogni modificazione tecnica che possa migliorare la legge rispettando le regole europee”, ha proseguito Vosganian. Il ministro ha ripetuto che la tassa in vigore è stata votata dalla maggioranza dei parlamentari, anche da quelli che oggi propongono una mozione di sfiducia. “Se avessimo la maggioranza dei voti non risarebbe problema (…) e tutti avrebbero capito che la UE chiede che le macchine meno care paghino una tassa più bassa, come avviene negli altri paesi europei”, ha detto Vosganian. A suo avviso, Ford rinuncerebbe all’investimento in Romania se la tassa non passasse, e Renault “potrebbe trasferire la produzione più a Est. “Il solo problema invocato sono le persone poco abbienti che possono acquistare solo auto a buon mercato. Secondo questa logica dovremmo aprire dei supermercati in cui si vendono dei resti di cibo e alimentare i negozi second hand. Se si vuole un futuro per la Romania di seconda mano non si discuta con me”, ha detto Vosganian. Ha poi ricordato l’importanza del livello di inquinamento nelle discussioni con Bruxelles. “Uno dei grossi problemi della Romania è la qualità dell’aria, la qualità della circolazione, correlata alla dimensione della produzione di auto nell’Europa Centrale e dell’Est e della sicurezza delle persone”, ha detto Vosganian. Egli ha fatto l’esempio della Bulgaria, un paese con la metà degli abitanti della Romania in cui lo scorso anno sono entrate una volta e mezza più macchine, di cui solo il 2-3% nuove, o della Polonia in cui un milione di macchine usate lo scorso anno è arrivato nel paese. Vosganian a ha ricordato che fino al dicembre 2006 per ogni macchina importata in Romania si pagava il 20% di tasse doganali, a cui si aggiungeva un’accisa del 3%, mentre per le macchine più vecchie di otto anni non potevano essere immatricolate. “Con il nuovo progetto, la tassa sull’inquinamento sarà del 3-4%”, ha detto Vosganian. Il ministro ha ricordato che dopo il 2010 nella UE saranno abolite le macchine più vecchie di 10-12 anni e si applicheranno delle tasse per toglierle dalle strade di almeno 200 euro. La Romania dovrà spendere almeno 2-3 miliardi di euro per rispettare queste norme.

Ciocanea: Non esistono evoluzioni negative nel problema della tassa auto, esiste una soluzione accettata dalla CE

Il rappresentante del Dipartimento Affari Esteri, Adrian Ciocanea, ha dichiarato che non esiste un’evoluzione negativa relativamente alla tassa auto, la soluzione del problema è nota e accettata dalla Commissione Europea. Adrian Ciocanea ha dichiarato che non si può parlare di una mancanza di comunicazione tra la Commissione Europea e il Governo Romeno relativamente alla tassa auto. Del resto, secondo l’ufficiale romeno, una soluzione del problema è già stata trovata dal Governo, che l’ha comunicata per tempo alla Commissione, e l’Esecutivo Europeo l’ha accettata. Ciocanea ha aggiunto che vi sono però ancora dei dettagli da risolvere. Egli ha precisato che il problema della procedura di infrazione rimarrà in piedi fino all’approvazione delle modificazioni da parte del Governo. Il rappresentante romeno ha precisato di non avere ricevuto nessun documento da Bruxelles che attesti dei problemi su questo tema. La rappresentanza CE a Bucarest ha comunicato che “nella primavera del 2007, la Commissione ha segnalato alla Romania, mediante un’ingiunzione, che le norme nazionali relative alla tassa di immatricolazione delle auto non erano considerate compatibili con l’articolo 90 del Trattato CE”. Secondo le fonti citate, “la Romania non è riuscita a presentare degli argomenti sufficienti nella sua risposta e, a dispetto delle discussioni avute con la Commissione, non ha modificato il testo della legge contestata”. “Di conseguenza, la Commissione ha emesso un giudizio motivato, chiedendo in modo ufficiale alla Romania di mettere fine questa violazione del diritto comunitario. Nel caso in cui, entro due mesi, in conformità con l’articolo 226 del Trattato della CE, le norme indicate non siano modificate come richiesto, la Commissione potrà rivolgersi alla Corte Europea di Giustizia. La procedura di constatazione di violazione della normativa della UE si svolge tra l’amministrazione dello stato membro e i servizi della Commissione, e le informazioni sono rese pubbliche solo quando si raggiunge un risultato concreto (positivo o negativo) a seguito di questo processo, e non in relazione agli incontri, agli scambi di informazioni ecc.”, ha precisato la rappresentanza della CE. Maria Assimakopoulou, il portavoce del commissario europeo alla fiscalità, pur non riferendosi direttamente alla Romania, ha spiegato che in base alla procedura generale, applicabile a tutti gli stati, nel caso in cui sia segnalato un problema si accordano due mesi allo stato per offrire una risposta, ma in questo periodo il paese in questione potrà essere denunciato presso la Corte Europea di Giustizia. La portavoce non ha però precisato se ciò sia avvenuto anche nel caso della Romania.

Ioan Brad


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