No. 313  27 febbraio - 4 marzo 2008

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Le imprese chiedono chiarimenti sull’imposizione del reddito lordo

    Il Ministero del Lavoro precisa che, su richiesta degli operatori economici, è stato emesso, l’8 febbraio, un ordine ministeriale che spiega la nozione di “reddito lordo realizzato” espressa nella OUG 91 del 26 settembre 2007 relativamente alla modificazione e al completamento degli atti normativi del settore della protezione sociale. Inizialmente, l’ordinanza è stata approvata dal Governo nel 26 settembre 2007, e le disposizioni dell’atto normativo sono entrate in vigore il primo gennaio 2008. Diverse imprese però hanno chiesto al ministro del Lavoro di chiarire il concetto di “reddito lordo realizzato” utilizzato nel testo normativo. L’8 febbraio, il ministro Paul Pacuraru ha emesso un Ordine, con cui spiega a cosa si riferisce il reddito lordo realizzato e non si apportano modificazioni al testo di legge. L’ordine è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 14 febbraio 2008. Il ministro del Lavoro ha spiegato che la Legge 250/2007 che modifica la 19/2000 relativamente al sistema pensionistico e ad altri contributi sociali, la base di calcolo del contributo individuale è data dal salario individuale lordo realizzato, inclusi gli incentivi e le gratifiche, nel caso degli assicurati con contratto individuale di lavoro. “La base di calcolo del contributo del datore di lavoro era costituita dal totale dei salari individuali lordi/redditi realizzati dagli assicurati, defalcato in base alle condizioni di lavoro, entro il limite di cinque salari medi lordi”, si scrive nel comunicato. Secondo il Ministero del Lavoro, con l’apparizione della Legge 250/2007 si sono prodotte alcune modificazioni sul calcolo del contributo dell’assicurazione sociale, che hanno condotto alla violazione del principio secondo cui “il contributo delle assicurazioni sociali dovuto dai datori di lavoro rappresenta la differenza tra il livello delle quote di contribuzione per le assicurazioni sociali stabilite in modo differenziato, in funzione delle condizioni di lavoro, mediante la legge annuale del budget delle assicurazioni sociali, e il livello di contribuzione individuale”. “Per eliminare queste incongruenze provocate dall’atto normativo succitato è stata promossa l’Ordinanza di urgenza n. 91/2007 con cui si chiarifica il concetto di “reddito lordo realizzato mensilmente”, nonché la base di calcolo del contributo del datore di lavoro come somma di redditi che costituiscono la base di calcolo del contributo individuale per le assicurazioni sociali”, si legge in un comunicato. Il ministero precisa che l’ordine del ministro del Lavoro del 2007 ha utilizzato il concetto di reddito lordo realizzato senza spiegarne la struttura degli elementi che lo compongono, e dunque l’ordine dell’8 febbraio 2008 non fa altro che rispondere alle risposte arrivate da parte degli agenti economici, senza produrre altre modificazioni.

Precisazioni sui redditi lordi in denaro e di altra natura

“A seguito delle numerose richieste di precisazione formulate dalle imprese è stato approvato l’Ordine del ministro del Lavoro, della Famiglia e delle Pari Opportunità n.92/2008 attraverso cui si precisano i redditi lordi realizzati in denaro e in altra natura, le categorie di reddito indicate nel codice fiscale, senza modificare le disposizioni di legge in vigore. Si precisa che questi redditi costituiscono la base di calcolo dell’indice usato per stabilire la pensione, aumentando i diritti pensionistici destinati al contribuente”, si afferma nel comunicato. L’ordine emesso l’8 febbraio dal ministro del Lavoro, Paul Pacuraru, per chiarire il concetto di “reddito lordo realizzato mensilmente”, precisa che si fa riferimento ai redditi in denaro, in natura e alle pensioni. Di conseguenza, i redditi in denaro si riferiscono a salari/indennità di base lordi, compresi i salari di merito, indennità, compensazioni e altri diritti che, secondo gli atti normativi, fanno parte del salario di base. Similmente, i redditi in denaro comprendono anche il denaro mensile assegnato ai militari e ai graduati volontari, gli incentivi e le somme in denaro assegnati in base ad una percentuale del salario o attraverso quota fissa, a prescindere dal loro carattere permanente o saltuario, pagati per condizioni particolari di lavoro, per le attività nelle zone rurali, nelle zone isolate, per il lavoro notturno, per le attività con responsabilità supplementari, l’incentivo di fedeltà e simili. Le somme pagate per il tempo non lavorato, le somme accordate per la pensione, i premi annuali e quelli assegnati nel corso dell’anno, le somme pagate secondo la legge o secondo i contratti collettivi, fanno parte sempre del reddito in denaro del dipendente. Il reddito in denaro comprende anche altri supplementi al salario, come i bonus, gli incentivi, le compensazioni, le indennità per le ferie non effettuate, le somme risultanti dai contratti ad ora, le guardie, le indennità cliniche, le somme accordate, secondo la legge, al contratto collettivo del lavoro o del contratto individuale del lavoro, nel caso di interruzione dei rapporti di lavoro, del mandato o della carica di membro cooperatore, a seguito di licenziamento individuale o collettivo, a prescindere dalla denominazione, dall’entità e dalla durata dell’erogazione. Gli aiuti, assimilati alle prestazioni sociali, le indennità da attività svolte a seguito di una funzione scelta nell’ambito delle persone giuridiche senza scopo di lucro (sindacati, associati, fondazioni), i regali in denaro offerti dai datori di lavoro per i figli minori dei dipendenti, a Pasqua, per il primo giugno, per Natale e per le festività simili di altri culti religiosi, nonché e i regali offerti alle dipendenti in occasione dell’8 marzo o in altre circostanze sono sempre inclusi nei redditi in denaro. Le somme ricevute dai rappresentanti negli organi tripartiti, nell’assemblea generale degli azionisti, nel consiglio di amministrazione, nel comitato direttivo e nella commissione dei revisori, le indennità di seduta accordate, ai membri delle commissioni costituite presso le autorità e le istituzioni pubbliche, le somme ricevute da diverse persone fisiche, diverse da quelle autorizzate, in base alla legge, a svolgere attività indipendenti, mediante attività professionali (come assicurazioni, marketing, pubblicità, immobiliaristi ecc.), le somme ricevute in base alle convenzioni di prestazione servizi o contratti di collaborazione, sono incluse sempre tra i redditi in denaro. I redditi in natura comprendono il pagamento in natura di parte del salario, le agevolazioni assegnate in base al Codice del Lavoro, l’utilizzazione, per scopo personale, di veicoli di ogni tipo appartenenti al patrimonio della ditta, fatta eccezione per gli spostamenti dal domicilio al posto di lavoro, l’affitto o parte di questo e, secondo il caso, le utilities se pagate dal datore di lavoro, l’alloggio, il vitto, il vestiario, personale per il lavoro casalingo, nonché i beni e i servizi offerti gratuitamente o a prezzo inferiore a quello di mercato, i prestiti non rimborsabili, l’annullamento di crediti del datore di lavoro verso il dipendente, gli abbonamenti e il costo delle telefonate, schede telefoniche incluse, ad uso personale, i permessi di viaggio su qualsiasi mezzo di trasporto, se usati a scopo personale, i premi per le assicurazioni pagati da parte dell’impresa per i salariati o altri beneficiari di redditi salariali, diversi da quelli obbligatori. Per quanto riguarda la pensione di successione, si accorda ai figli se continuano gli studi presso un istituto riconosciuto per legge fino al termine degli studi, ma non oltre i 26 anni. Per quanto riguarda il calcolo della pensione, l’indice annuo dell’assicurato si determina in base al reddito lordo realizzato mensilmente, o in base al reddito mensile che ha costituito la base del calcolo del contributo individuale. L’aumento dell’indice previsto all’art. 78 comma (8) è previsto per le persone che raggiungono l’età di pensionamento e rispettano le condizioni di contribuzione del sistema pubblico. L’aumento si applica solo al periodo di contribuzione, realizzato dopo l’adempimento di tutte le condizioni indicate dalla legge. L’aumento può essere accordato anche in base ad un nuovo calcolo della pensione eseguito in base all’art. 95 della legge citata.

Pacuraru cambia idea: Niente imposte su macchina, casa e telefono accordati nel salario

Il ministro del Lavoro, Paul Pacuraru, la scorsa settimana, ha dichiarato che se nel pacchetto salariale offerto al lavoratore sono inclusi macchina, casa e telefono questi non si tassano, però se li accorda a carattere personale il Codice Fiscale chiede che siano inseriti nella base di calcolo dei contributi sociali. “La questione dei salari che includono macchine, telefoni cellulari e case è stata mal interpretata sulla stampa. Se il datore di lavoro accorda al dipendente auto di servizio, telefono, o casa in affitto di servizio, non si devono come redditi. Lo si fa solo se questi sono pagati con fondi diversi da quelli salariali e se il datore di lavoro li finanzia con fondi personali. In questo caso si dovranno calcolare sul loro valore i contributi sociali, in base a quanto affermato nel Codice Fiscale che li include nella base di calcolo”, ha spiegato Pacuraru. Il ministro ha spiegato che l’allargamento della base di imposta è stato introdotto dalla Legge 250/ 2007 per la modificazione della Legge 19, per l’aumento delle pensioni. Il ministro ha precisato che con il testo di legge sono stati votati anche gli articoli che allargano la base di calcolo per assicurare entrate supplementari necessarie a sostenere gli aumenti. “Tutti i redditi salariali che non sono garantiti dal fondo salari devono far parte della base di calcolo per i contributi sociali. L’ordinanza ha modificato la base di imposta aggiungendo al fondo salari classico, incentivi e redditi che fino ad oggi non erano tassati – premi, gratifiche o altri redditi a carattere salariale. In questo modo abbiamo garantito i fondi per sostenere l’aumento delle pensioni”, ha precisato Pacuraru. Il ministro ha poi aggiunto che l’ultimo ordine ministeriale serve solo a precisare il contenuto dell’ordinanza”.

Nuovo ordine del Ministero del Lavoro per eliminare le incertezze

Il Ministero del Lavoro sta preparando un nuovo ordine per eliminare le disposizioni di ambigua interpretazione presenti un nell’Ordine ministeriale emesso l’8 febbraio 2008 riguardante l’imposta sui redditi. Il ministro del Lavoro, Paul Pacuraru ha precisato in conferenza che tutti i passaggi ambigui della vecchia normativa saranno eliminati con un nuovo Ordine. La decisione di emettere un nuovo atto normativo è stata adottata assieme ai rappresentanti della Camera dei Deputati. Il ministro ha ribadito che saranno esclusi dalla base di calcolo i regali in denaro offerti dai datori di lavoro per i figli minori dei dipendenti, a Pasqua, per il primo giugno, per Natale e per le festività simili di altri culti religiosi, nonché i regali offerti alle dipendenti in occasione dell’8 marzo o in altre circostanze. Inoltre non si prenderanno in considerazione le somme ricevute in base alle convenzioni di prestazione servizi o di contratti di collaborazione. Il ministro Paul Pacuraru ha anche dichiarato che saranno esentati dall’imposizione anche alcuni redditi in natura come l’utilizzazione a scopo personale di beni, macchine incluse, facenti parte del patrimonio della ditta, il valore dell’affitto o parte di questo e le utilities se pagate dal datore di lavoro, l’alloggio, il vitto, il vestiario, personale per il lavoro casalingo, nonché i beni e i servizi offerti gratuitamente o a prezzo inferiore a quello di mercato. Il Ministro Pacuraru ha annunciato che con il nuovo ordine, che dovrebbe essere pronto per giovedì, saranno esentati dal pagamento dei contributi sociali anche i prestiti non rimborsabili, l’annullamento di crediti da parte del datore di lavoro a favore del dipendente, gli abbonamenti e il costo delle telefonate, schede telefoniche incluse, ad uso personale, i permessi di viaggio su qualsiasi mezzo di trasporto, se usati a scopo personale, i premi per le assicurazioni pagati da parte dell’impresa per i salariati o altri beneficiari di redditi salariali, diversi da quelli obbligatori. Il ministro ha però precisato che le disposizioni potrebbero ritornare in vigore dopo il 2009 quando il Codice Fiscale sarà applicato in Romania con maggiore rigore. “Abbiamo fatto il nostro dovere. L’unica nostra colpa è di avere applicato il Codice in modo rigoroso. Il Codice fiscale non lo abbiamo inventato noi, ma piuttosto che assistere a interpretazioni ambigue preferiamo rinunciare a delle disposizioni”, ha spiegato il ministro. Pacuraru ha aggiunto che l’Ordine 92 è stato approvato per identificare nel Codice Fiscale, in base alla legge, i redditi che costituiscono la base di calcolo dei contributi. Il ministro ha spiegato che con l’Ordinanza 91/2007 è stata definita la somma dei redditi salariali e l’allargamento della base di calcolo della contribuzione. “I redditi di natura salariale non li definisce il Ministero del Lavoro, ma il Codice fiscale. Non abbiamo inventato nuovi contributi o nuove leggi. Nel Codice Fiscale vi sono disposizioni che poi non si applicano. Se il Codice non si applica non ci sono controversie”, ha concluso il ministro.

Una confederazione imprenditoriale chiede l’abrogazione dell’Ordine del Ministero del Lavoro

La Confederazione Imprenditoriale dell’Industria, dei Servizi e del Commercio (CPISC) critica la formula di adozione e i contenuti dell’Ordine del Ministero del Lavoro dell’8 febbraio 2008 riguardante le tasse sui redditi, emesso senza consultare le parti sociali, e ne chiede l’abolizione. I rappresentanti della CPISC ricordano che la normativa è stata emessa senza consultare il Consiglio Economico e Sociale, come richiesto dalla Legge 58/2003 per la modificazione della Legge 109/1997. “Prendendo atto che le disposizioni legali obbligatorie per l’introduzione e l’adozione dell’atto normativo in discussione non sono state rispettate e tenuto conto dell’impatto provocato dalla nuova normativa, la CPISC chiede al Ministro del Lavoro, il firmatario dell’ordine in questione, che lo ritiri immediatamente e in futuro rispetti le procedure legali, mediante la consultazione delle parti sociali nell’ambito del Consiglio Economico e Sociale”, si legge nel comunicato della confederazione. La CPISC chiede anche l’elaborazione e l’implementazione di una strategia fiscale “coerente, stabile, prevedibile, almeno a medio termine e in relazione con le altre strategie e la politica settoriale, che miri a riformare e semplificare la normativa, per riequilibrare il rapporto tra le spese pubbliche e gli investimenti, per limitare le attività del sommerso (…), la corruzione e gli abusi nel settore fiscale”. Un’altra misura desiderata dalla confederazione sarebbe l’adozione e implementazione di un accordo sociale tripartito sul mercato del lavoro in Romania. “Il documento deve avere un approccio interdisciplinare (educazione, fiscalità, politiche monetarie e salari a medio e lungo termine ecc.) in stretta correlazione con gli obbiettivi della Strategia Nazionale dello Sviluppo Sostenibile (in fase di dibattito pubblico) e le convergenze comunitarie”, si afferma nel comunicato. La CPISC è membro fondatore dell’ACPR, organizzazione nazionale degli imprenditori in Romania. Della ACPR fanno parte anche l’Associazione Romena degli Imprenditori Edili (ARACO), la Confederazione Nazionale dell’Imprenditoria Ro-mena (CNPR), il Consiglio Nazionale delle Piccole e Medie Imprese Private (CNIPMMR), il Consiglio Nazionale degli Imprenditori in Romania (CNPR), l’Imprenditoria Nazionale Romena (PNR), l’Unione Generale degli Industriali di Romania (UGIR) e le organizzazioni associate, nonché l’Associazione degli Uomini d’Affari in Romania (AOAR), l’Associazione Romena delle Banche (ARB), L’iniziativa Europea dell’Ambiente Economico (IEMA) e l’Associazione degli Uomini d’Affari Turchi in Romania (TIAB).

Secondo le imprese, l’ordine sull’imposta dei redditi aumenterà l’evasione

L’ordine ministeriale riguardante l’imposta sui redditi sembra una misura adottata per coprire “i buchi neri” risultanti dalle promesse elettorali sugli aumenti delle pensioni”, non coperte dalla realtà economica, e porterà all’allagamento dell’evasione fiscale, affermano i rappresentanti delle imprese. “Lo stato vuole danneggiare le ditte del trasporto e queste aumenteranno l’evasione. Al posto di incoraggiare la registrazione ufficiale del salario, si incoraggiano i sotterfugi. I tentativi di aumentare la base di imposta, aumenteranno l’evasione fiscale nel settore dei trasporti ha dichiarato il presidente della Federazione degli Operatori Romeni del Trasporto (FORT), Augustin Hagiu. A suo avviso, lo stato dovrebbe fare un’analisi a livello macroeconomico e valutare l’applicabilità delle misure fiscali in tutti i settori. “Lo stato ha bisogno di coprire i buchi neri risultanti dalle promesse elettorali sugli aumenti delle pensioni e altro. Lo stato però non comprende che così non coprirà nulla e che molte ditte arriveranno al fallimento”, ha aggiunto Hagiu. Il direttore generale delle Imprese dell’Edilizia, Adriana Iftime, crede che la decisione del Ministero del Lavoro non si basi su nessun tipo di calcolo. “È un fatto provato anche dal ministro Pacuraru. Purtroppo, la sola conclusione che possiamo trarre è che le decisioni adottate dal Governo apportano nell’ambiente d’affari molta incertezza e instabilità. Ogni uomo d’affari e ogni famiglia redige un piano a breve, media e lunga durata, ma sembra che il Governo della Romania sia talmente in affanno che la sola cosa che è ancora in grado di fare è l’adozione di decisioni disperate, che possono danneggiare per sempre un’economia già indebolita da quanto nel paese e nel mondo”, ha detto Iftime definisce “ridicolo e pericoloso” l’ordine ministeriale. Anche per il segretario generale dell’Associazione degli Uomini d’Affari di Romania Cristian Parvan “la misura è disperata”. “È un’iniziativa frettolosa, adottata nel panico di non potere coprire gli aumenti delle pensioni. Le ditte aumenteranno i pagamenti in nero, poi sorgeranno conflitti sociali perché alcuni redditi imponibili sono inclusi nei contratti collettivi del lavoro”, ha dichiarato Parvan. A suo avviso, in ogni caso, le somme raccolte dallo stato non saranno e non potranno coprire le uscite supplementari provocate dall’aumento delle pensioni. “Non si raccoglierà molto lo ha detto anche il ministro del Lavoro Paul Pacuraru. Mancano addirittura i dati sulle somme che potrebbero essere incluse nella base di imposta. Ora non sappiamo nemmeno che cosa vogliano tassare e dobbiamo attendere un nuovo ordine del Ministero del Lavoro”, ha precisato Cristian Parvan.

Ioan Brad


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