No. 315  12-18 marzo 2008

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Il Governo ha approvato la prima manovra correttiva per il 2008

    Il Governo ha approvato, nella riunione di mercoledì scorso, la prima manovra correttiva della finanziaria per il 2008 con cui diminuirà i fondi a quasi tutti i ministeri, mantenendo integri però i fondi per i salari e per gli investimenti importanti. Lo ha dichiarato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Varujan Vosganian. Il ministro ha confermato le cifre relative ai tagli dei fondi ministeriali, tra le istituzioni colpite dalle riduzioni troviamo: il Ministero della Difesa (meno 800 milioni di lei), il Ministero dell’Agricoltura (meno 450 milioni di lei), il Ministero della Sanità (meno 433,7 milioni di lei), il Ministero dell’Ambiente (-190,6 milioni di lei), il Ministero dei Trasporti (-100 milioni di lei), il Ministero dell’Educazione (-200 milioni di lei). Riduzioni di fondi toccheranno anche il Ministero dello Sviluppo (-65,7 milioni di lei), il Ministero delle PMI (50,1 milioni di lei), il Ministero delle Comunicazioni (-2,1 milioni di lei), il Ministero Pubblico (-9 milioni di lei), l’Autorità Nazionale Sanitaria-Veterinaria (-100 milioni di lei), la cancelleria del Premier (-38 milioni di lei), la Segreteria Generale del Governo (-20,3 milioni di lei). Il Fondo di riserva a disposizione del Governo è stato aumentato di 500 milioni, perché – come spiegato da Vosganian – servirà a coprire le spese elettorali. Fonti governative hanno spiegato che la manovra ammonta a circa 2,6 miliardi di lei colpisce soprattutto la difesa, la sanità e l’agricoltura. Al corso di corso di cambio di 3,30 lei/euro indicato dalla Commissione Nazionale di Previsione la prima manovra correttiva del 2008 è pari a 787 milioni di euro. Il deficit generale consolidato sarà diminuito di 0,4 punti percentuali, passando dal 2,7 al 2,3% del PIL. La prima rettifica alla finanziaria dello stato per il 2008 è stata decisa dal Governo a causa delle pressioni e dei rischi determinati dalle evoluzioni economiche interne ed estere registrate dopo l’approvazione della finanziaria nell’ottobre 2007, e per tenere conto dei suggerimenti formulati dalla Commissione Europea e dalle agenzie di rating che hanno chiesto di adottare una politica di spesa pubblica più prudente e di ridurre il deficit di bilancio. Le istituzioni internazionali hanno ricordato che la manovra è necessaria soprattutto alla luce delle evoluzioni del mercato internazionale che preannuncia una crescita economica più lenta. Secondo gli esperti la Romania deve ridurre anche il volume delle spese delle autorità locali effettuate tramite prestiti interni ed esteri. “Senza una correzione della finanziaria il deficit crescerebbe, a causa delle spese delle amministrazioni pubbliche che continuano a contrarre prestiti interni e all’estero. Mancherebbe la copertura finanziaria e si rischierebbe che la Commissione Europea passi all’apertura di un procedimento sull’economia romena. Dobbiamo adottare dei provvedimenti entro il 31 marzo in modo che la Commissione ne possa tenere conto nella relazione di primavera e possa decidere di non aprire una procedura contro di noi”, spiegano le fonti citate. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, Varujan Vosganian, ha dichiarato, la scorsa settimana, di avere avviato al primo ministro un progetto di correzione con cui operare un taglio delle spese di 1,1 miliardi di euro, pari ad una diminuzione delle spese dello 0,8% del PIL. Alla fine della seduta di Governo di mercoledì scorso, il ministro dell’Economia e delle Finanze ha precisato che presenterà all’Esecutivo, la prossima settimana, un progetto di legge per “armonizzare” le azioni dell’amministrazione centrale a quelle delle autorità locali, senza violarne l’autonomia, per evitare “le distorsioni della politica di bilancio”. Egli ha ricordato che contemporaneamente proporrà al Parlamento un piano pluriennale e l’inclusione nella metodologia di calcolo dell’esercizio di bilancio dei tetti di indebitamento dell’amministrazione pubblica, delle compagnie nazionali e dei risarcimenti.

FMI applaude la decisione del Governo di ridurre il deficit di bilancio, ma la considera insufficiente

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) apprezza il piano del Governo per la riduzione del deficit di bilancio nel 2008 e lo considera “un passo nella giusta direzione”, ma non lo considera sufficiente per determinare un rallentamento della crescita della domanda interna. Il Governo ha ridotto, mercoledì, l’obiettivo per il 2008 relativamente al deficit di bilancio consolidato dal 2,7% al 2,3% del PIL, per rispettare le richieste dell’Unione Europea e per controllare le pressioni inflazionistiche. Per la Romania, la riduzione del livello della domanda locale è essenziale, per controllare l’evoluzione dell’inflazione, che è salita al 7% a gennaio, e del deficit di conto corrente, che si è situato al 13,9% del PIL lo scorso anno. “La manovra correttiva rappresenta un passo nella giusta direzione, ma potrebbe non essere sufficiente… bisogna adottare una politica monetaria adeguata per ridurre l’inflazione”, ha affermato Juan Jose Fernandez-Ansola, il rappresentante del FMI di Bucarest. La Romania ha registrato una crescita economica solida negli ultimi anni, sostenuta da un livello alto degli investimenti stranieri, dai progetti di modernizzazione delle imprese e dalle grosse spese delle famiglie che vogliono migliorare il loro tenore di vita. L’aumento delle spese ha determinato una crescita significativa delle importazioni, aumentando in questo modo il deficit estero e alimentando i timori secondo cui lo stato potrebbe confrontarsi con problemi finanziari se gli investimenti stranieri diminuissero. Secondo molti investitori stranieri, la spesa pubblica, in particolare rispetto ai consumi, ha aumentato i timori delle autorità di Bucarest che hanno avuto una reazione non adeguata ai segnali di surriscaldamento dell’economia, come affermato dagli osservatori stranieri. La Commissione Europea (CE) ricordato alla Romania, che esiste il pericolo di un deficit eccessivo pari al 3,2% del PIL nel 2008 e del 3,9% del PIL nel 2009, livelli superiori alla soglia della UE del 3%. Fernandez-Ansola ha aggiunto che il FMI analizzerà la prospettiva del nuovo budget ad aprile, riaffermando che il Governo forse è troppo ottimista rispetto alle stime sulle entrate.

Ioan Brad


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