No. 318  2-8 aprile 2008

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Bucarest si prepara per il summit NATO

    Bucarest si prepara ad accogliere, tra il 2 e il 4 aprile, il summit dei paesi NATO. Dopo Praga (2002) e Riga (2006), è la terza volta che un paese dell’ex blocco sovietico ospita un vertice dell’Alleanza Nord Atlantica. Il summit arriva in un momento in cui, per la prima volta dopo l’ingresso della Romania nella NATO, il Governo di Bucarest ha espresso una posizione nettamente dissenziente nei confronti della scelta degli Stati Uniti e dei maggiori partner europei di riconoscere l’indipendenza della provincia serba Kosovo e Metohija. Nella capitale romena sono attesi 48 capi di stato e di governo tra cui il presidente George W. Bush e Vladimir Putin, 6500 invitati e 3500 giornalisti. Quello romeno sarà, probabilmente, l’ultimo incontro tra i due capi di stato nelle rispettive vesti di presidenti: Bush, infatti, lascerà la Casa Bianca a gennaio del prossimo anno, Putin, invece, si appresta all’avvicendamento con il neoeletto Dmitri Medvedev.

Le questioni Kosovo e Afghanistan

Come sottolineato di recente dal ministro degli Esteri Adrian Cioroianu, l’organizzazione del vertice della NATO a Bucarest è stata possibile anche grazie all’impegno offerto dalla Romania in questi ultimi anni nella difesa della sicurezza della NATO, in particolare con le missioni in Afghanistan e in Iraq. Le missioni della NATO, tra cui quelle in Kosovo e Afghanistan, costituiranno un tema chiave delle discussioni nel corso del summit. In particolare riguardo alla presenza delle forze NATO in Afghanistan c’è da discutere sulla rimozione, osteggiata da Italia, Spagna e Francia, dei caveat che limitano la presenza delle forze armate nelle operazioni di guerra e rischiano, secondo gli USA, di far degenerare ulteriormente il conflitto. Un altro punto spinoso riguarderà la situazione della provincia serba del Kosovo, dove la tensione sta crescendo a causa della dichiarazione di indipendenza unilaterale da parte della comunità albanese. Recentemente il segretario generale dell’Alleanza Nord Atlantica NATO, De Hoop Scheffer ha fatto sapere che la KFOR resterà in Kosovo, sulla base della Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, fino a quando non interverranno decisioni diverse. Secondo il ministro degli Esteri Adrian Cioroianu, il successo dell’incontro dipenderà dal raggiungimento di obbiettivi concreti sull’allargamento dell’Alleanza, il rafforzamento della partnership Euro-Atlantica, la soluzione della questione Kosovo, ed altri “temi caldi”. Cioroianu ha sottolineato che il summit aiuterà a migliorare ulteriormente le relazioni della NATO con i paesi balcanici, in particolare con Albania, Croazia e Macedonia, che ambiscono a ricevere gli inviti ad entrare nell’Alleanza proprio in occasione del summit di Bucarest e si augura che il vertice possa rafforzare le relazioni della NATO con Serbia, Bosnia Herzegovina e Montenegro. Nel caso della Serbia il ministro spera che dall’incontro del 2-4 aprile possa uscire un forte messaggio sulla volontà dell’Alleanza di cooperare con Belgrado.

L’allargamento della NATO

Un’altra questione molto importante al centro delle discussioni del summit riguarderà i progetti di allargamento dell’Alleanza verso nuovi membri come Croazia, Macedonia, Albania, Georgia e Ucraina e le relazioni con Serbia, Bosnia Erzegovina e il Montenegro. Come ha dichiarato il presidente rumeno, Traian Basescu, la Romania appoggia senza riserbo l’allargamento NATO verso nuovi paesi in particolare nella zona balcanica e del Mar Nero. “In questo vertice ci dovranno essere significativi progressi rispetto al summit di Riga. Al di là dell’allargamento, il vertice prenderà in considerazione l’avvicinamento alla NATO di stati come ad esempio la Serbia, la Bosnia-Erzegovina e il Montenegro”, ha detto Basescu. A sbarrare la strada a Ucraina e Georgia nell’adesione alla NATO c’è il veto della Russia che non intende approvare la presenza di truppe americane in ex territori dell’Unione Sovietica. Inoltre a pesare sulla posizione della Georgia ci sono i conflitti mai domati dell’Ossezia e dell’Abkhazia. Il portavoce della NATO, James Appathurai, a proposito della posizione espressa dalla Russia contro l’avvicinamento all’alleanza di Georgia e Ucraina, di cui si discuterà al prossimo vertice NATO di Bucarest, ha però ribadito che “nessuno al di fuori dei 26 paesi membri della NATO ha diritto di porre veti all’allargamento dell’alleanza”. “Ogni allargamento ha aumentato la stabilità e la pace – ha aggiunto Appathurai – e nessuno può tentare di dimostrare il contrario”. Due settimane prima, anche il segretario generale della NATO, Joop de Hoop Scheffer, aveva affermato che “fino a che alcuni Paesi sentiranno di non essere completamente padroni del proprio futuro, l’Europa non sarà lo spazio comune che vorremmo fosse. Per questo credo che il nostro vertice di Bucarest dovrebbe mandare un segnale chiaro a Ucraina e Georgia che le porte della NATO restano aperte”. La Romania, insieme al Canada e ad otto membri NATO dell’Europa Orientale – Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Lituania, Lettonia, Polonia, Slovacchia e Slovenia, ha inviato una lettera al Segretario Generale della NATO a supporto della candidature di Georgia ed Ucraina.

I primi problemi del summit NATO cominciano dai bagni

Mentre gli organizzatori romeni e americani del summit NATO fanno a gara per presentare le iniziative del prossimo vertice dei capi di stato dei Paesi dell’Alleanza di Bucarest, la macchina organizzativa è messa a dura prova da un problema inedito per i sistemi di sicurezza dell’Alleanza. A rischiare di mandare in tilt il summit non saranno le manifestazioni dei no globale che stanno convergendo da mezza Europa verso Bucarest e nemmeno l’infernale traffico della Capitale. No, la minaccia sembra partire dalle code che si creeranno davanti ai bagni. Secondo la BBC, infatti, nella gigantesca Casa del Popolo, voluta da Ceausescu, oggi sede del Parlamento e tra il 2-4 aprile del Summit NATO mancano i servizi. Il palazzo ha chilometri di corridoi, centinaia di stanze, ma non abbastanza servizi per ospitare le delegazioni dei paesi NATO. Secondo un responsabile del Parlamento romeno, Mihai Unghianu, la NATO non ritiene sufficienti il numero dei bagni e ha chiesto alle autorità romene di installare 1.000 toilette provvisorie al di fuori del palazzo, una ogni cinque delegati. Ciascuna costerebbe circa 6.000 euro a settimana. Il governo romeno però ha risposto di non avere la disponibilità economica per affrontare questa ulteriore spesa e che le installazioni provvisorie rovinerebbero la facciata dello storico edificio. La Casa del Popolo, seconda più grande costruzione al mondo dopo il Pentagono, misura 270 per 240 metri, è alta 86 metri ed si estende per 92 metri sotto il suolo. Conta 3.100 stanze, con quattro ulteriori livelli sotterranei attualmente in uso, ma sembra che la NATO si sia lamentata per il numero e la qualità delle toilette. Nel Palazzo del Parlamento, secondo quanto affermato dal segretario di stato Victor Micula, esiste un bagno ogni 70 metri, una distanza che potrebbe diventare troppo lunga durante l’affollato vertice dell’Alleanza Atlantica.

18 voli annullati durante il Summit della NATO

Tra 15 e 18 corse, andata e ritorno, della Tarom e di altre compagnie saranno annullate all’Aeroporto Henri Coanda, nel periodo del summit NATO. Lo ha dichiarato il responsabile della comunicazione dell’aeroporto, Valentin Iordache. “Saranno imposte delle restrizioni che riguardano la sicurezza e tra 15 e 18 voli andata e ritorno saranno annullati. Si tratta di restrizioni che non dipendono né dall’aeroporto, né dalle compagnie”, ha detto Iordache, all’uscita da un seminario sul tema delle infrastrutture. Il rappresentante dell’Aeroporto ha affermato che sarà possibile che appaiano delle restrizioni al suolo e nello spazio aereo nei momenti di punta degli arrivi, e la cosa potrebbe creare dei ritardi. Rispetto alle perdite che potrebbero essere subite dall’aeroporto a causa dell’annullamento delle corse, Iordache ha affermato che non ce ne saranno perché i passeggeri arriveranno a Bucarest prima o dopo il summit della NATO, quindi non si può parlare di perdite”, ha detto Iordache. Egli ha affermato che una pista dell’aeroporto sarà utilizzata per parcheggiare i velivoli. Secondo il rappresentante del Ministero dei Trasporti Antonel Tanase, che cita uno studio di Romatsa, durante il summit della NATO il picco di traffico sull’aeroporto Henri Coanda sarà il 2 aprile, tra le 13:00 e le 16:00. “Dall’analisi di Romatsa risulta che ci sarà un picco di traffico il 2 aprile, dalle 13:00 alle 16:00, se supereremo al meglio questo intervallo vorrà dire che la nostra organizzazione per il summit ha funzionato”, ha affermato Tanase, nell’ambito di un seminario sul tema delle infrastrutture del trasporto. Tanase ha spiegato che durante il vertice della NATO, all’aeroporto Baneasa stazioneranno 16 aeronavi, sull’aeroporto di Costanza – 11, mentre a Timisoara – sei. Tanase ha aggiunto che i 71 aerei che atterreranno a Otopeni tra l’uno e il 3 aprile saranno integrate nel grafico di volo, in modo che non si incrocino con le corse civili.

Daniele Pantaleoni


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