No. 319  9-15 aprile 2008

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Si è chiuso il vertice NATO di Bucarest

    Il grande vertice della NATO di Bucarest si è concluso. L’organizzazione romena ha funzionato bene. Nella capitale romena sono arrivati 48 capi di stato e di governo tra cui il presidente George W. Bush e Vladimir Putin, 6500 invitati e 3500 giornalisti.Le autorità hanno riscosso messaggi elogiosi da parte dei loro alleati, in primo luogo dal presidente americano George Bush. Il capo dello stato Basescu è riuscito anche a strappare un invito a Mosca al presidente uscente Vladimir Putin. Dalla riunione l’America di George Bush ottiene una posizione unitaria dell’Alleanza sull’Afghanistan, con cui si ribadisce l’impegno a lungo termine della missione Isaf e l’appoggio degli alleati all’idea dello scudo antimissile per proteggere l’Europa dagli eventuali attacchi provenienti dal Medio Oriente. A Bucarest invece non si è raggiunto un consenso sull’apertura del programma di pre-adesione a Georgia e Ucraina, su cui la Russia ha opposto il suo veto trovando l’appoggio di diversi paesi europei. L’Alleanza invece apre le sue porte a Croazia e Albania. Bloccati anche i preparativi per l’ingresso nella NATO della Macedonia. In questo caso però è la Grecia ad ostacolare il riconoscimento internazionale dell’ex repubblica jugoslava a causa del suo nome, che Atene rivendica come parte del proprio patrimonio storico e culturale.

Lo scudo antimissile

Il progetto di uno scudo antimissile europeo da affiancare a quello statunitense è stato uno dei temi importanti discussi al vertice della NATO. Lo stesso presidente Bush durante una conferenza stampa tenuta nella capitale romena aveva detto: “Chiediamo alle altre nazioni di farsi avanti con forze aggiuntive”. Ribadendo la necessità “reale ed urgente” di installare uno scudo anti-missile in Europa a difesa dalle minacce di paesi come l’Iran che “stanno cercando di procurarsi tecnologia che potrebbe essere usata per produrre armi nucleari e missili balistici”. Bush nella stessa occasione aveva invitato la Russia ad unirsi a questo programma di difesa che – ha spiegato il leader americano – non è assolutamente mirato contro Mosca. “La Guerra Fredda è finita. La Russia non è il nemico, ha detto Bush. Invitiamo la Russia ad unirsi a noi in questo sforzo comune per difendere Russia, Europa e USA contro questa minaccia emergente”. La richiesta americana è stata accolta dai partner dell’Alleanza che hanno deciso di contribuire alla protezione dei rispettivi paesi attraverso il sistema anti-missilistico statunitense installato in Europa orientale. In tal senso, i vertici militari dell’Alleanza sono stati incaricati di “sviluppare opzioni per una architettura di difesa missilistica che estenda la copertura al territorio di ogni alleato e popolazione non coperti altrimenti dal sistema americano”.

L’Afghanistan

“Mantenere un impegno a lungo termine condiviso sull’Afghanistan”: è quanto chiede ai partner un documento strategico sull’Afghanistan approvato dai leader dell’Alleanza,a Bucarest. Gli altri tre obiettivi indicati nel documento riguardano il “sostegno per lo sviluppo delle forze afghane”, “un approccio comprensivo della comunità internazionale, che faccia marciare insieme gli sforzi civili e militari” e un aumento “della cooperazione e dell’impegno con i paesi vicini dell’Afghanistan, specialmente con il Pakistan”. Al vertice di Bucarest c’è stata una riunione straordinaria tra i 26 stati membri della NATO, i rappresentanti dei 13 paesi non NATO impegnati nella missione Isaf (Forza di assistenza alla sicurezza) in Afghanistan, il presidente afghano Hamid Karzai, il segretario generale dell’Onu Ban ki-Moon ed esponenti della Banca Mondiale e dell’Unione Europea. Rispetto all’Afghanistan la NATO e la Russia hanno concluso nella capitale romena un accordo che consentirà il transito sul territorio russo delle truppe impegnate nella missione di assistenza e sicurezza Isaf. Il portavoce della NATO, James Appathurai, poco prima dell’avvio del Consiglio NATO-Russia, tenuto a Bucarest alla presenza del presidente russo Vladimir Putin, ha annunciato la firma dell’accordo. Nella dichiarazione redatta dai paesi ISAF i leader si impegnano a mettere a disposizione degli afghani le unità di addestramento e a provvedere gli equipaggiamenti necessari “per raggiungere l’obiettivo di un esercito afghano effettivo di 80 mila uomini entro il 2010”. La Francia di Sarkozy ha confermato l’invio di un battaglione (800-1000 uomini) di rinforzo in Afghanistan che sarà dispiegato ad est, permettendo alle truppe USA di spostarsi sul fronte “caldo” del sud. Oltre ai francesi, un’altra decina di paesi dovrebbero annunciare oggi un incremento dei contingenti: la forza Isaf a guida NATO sotto mandato ONU potrebbe crescere da 47 a 50 mila uomini. Al summit ad hoc su Kabul tenuto a Bucarest – che ha coinvolto tutti i paesi impegnati sul terreno, il segretario ONU Ban Ki-moon, il presidente afghano Hamid Karzai ed esponenti dell’UE e della Banca Mondiale – è stato adottato un documento che definisce in cinque punti le ragioni e gli obiettivi della missione Isaf e un accordo con l’Onu per un maggiore coordinamento tra l’azione militare e gli impegni civili.

Porte aperte per Albania e Croazia, la Macedonia bloccata dalla Grecia

Al vertice di Bucarest si è discusso anche dell’allargamento dell’Alleanza a nuovi membri. Albania e Croazia sono state invitate ad entrare a fare parte a pieno titolo della NATO che, al termine del processo di ratifica, comprenderà 28 membri. Niente ingresso per la Macedonia, a causa del contenzioso con la Grecia sull’uso del nome. Il governo greco ha bloccato l’adesione della Macedonia, perché contesta la scelta del nome assunto dalla repubblica ex jugoslava al momento in cui ha proclamato l’indipendenza dalla federazione jugoslava nel 1991. La Grecia teme che la Macedonia, usando lo stesso nome della sua provincia settentrionale, possa avanzare rivendicazioni territoriali. L’ex repubblica jugoslava entrerà dunque nella NATO – hanno deciso i capi di Stato e di governo dell’Allenza – quando la disputa sul nome “sarà risolta”.I giornalisti macedoni hanno lasciato la sala dove si è svolto un incontro stampa del segretario generale della NATO Jaap de Hoop Scheffer, in segno di protesta per l’esclusione del paese.

Ucraina e Georgia dovranno aspettare

Rispetto alla possibilità di portare nella NATO Ucraina e Georgia, i propositi di Bush invece escono ridimensionati. Non solo il presidente Putin ha ribadito il suo dissenso all’allargamento della NATO verso i confini occidentali della Russia, ma ha anche trovato un appoggio in paesi come la Germania e la Francia. Prima del meeting fonti dell’Alleanza avevano del resto precisato che il problema, nel caso dell’adesione di Ucraina e Georgia, “non era di se, ma piuttosto di quando” avrebbero potuto aderire. Il segretario generale della NATO Jaap de Hoop Scheffer aveva ammesso: “Non vi nascondo che allo stato attuale ci sono alleati che hanno opinioni divergenti in proposito, Germania, Francia, Italia e Spagna sono tra i paesi che preferirebbero rinviare, insieme a Grecia, Olanda, Belgio, Lussemburgo e Norvegia”. Gli USA e il Canada, con quasi tutti i paesi dell’ex blocco comunista, vorrebbero invece far partire l’adesione delle due ex repubbliche sovietiche già a Bucarest. Appena giunto a Bucarest Vladimir Putin ha chiarito che la presenza di un blocco militare ai confini occidentali della Russia sarebbe considerata una “minaccia diretta”. Putin ha definito come “strana” la tesi dei partner occidentali secondo la quale l’allargamento ad est della NATO va anche nell’interesse di Mosca perché si troverebbe ai propri confini un’area di paesi democratici. “Cosa significa, questo, che solo i paesi membri della NATO sono democratici e gli altri no?”, ha chiesto Putin. “Nessuno dubita della loro democrazia, ma l’ingresso nella NATO non significa automaticamente che un paese diventa democratico se non lo è”, ha spiegato Putin, facendo un diretto riferimento a Ucraina e Georgia, le due ex repubbliche sovietiche alle quali la NATO ha promesso “prima o poi” un ingresso a pieno titolo nell’Alleanza. Secondo Putin, questioni come il Kosovo, lo scudo missilistico e l’allargamento “non migliorano la fiducia e la prevedibilità delle nostre relazioni e non aiutano a farle progredire verso un nuovo status” Il presidente russo ha ricordato che Mosca aveva abbandonato pacificamente la propria sfera d’influenza dopo il crollo dell’URSS e non ha avuto nulla in cambio: “Non è un segreto, ha detto Putin in una conferenza stampa che ci siano seri ostacoli allo sviluppo delle nostre relazioni. La continua espansione della NATO, la creazione di basi militari nei nuovi paesi membri, la crisi nell’ambito del Trattato sulle armi convenzionali, il Kosovo, i piani per lo scudo anti-missile. Tutto ciò intralcia seriamente la cooperazione”.

D’Alema: Riunione con effetti positivi

“Certamente la riunione di Bucarest ha portato effetti positivi”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema. “Noi – ha detto D’Alema – avevamo sperato che si potesse anche concludere la Membership Action Plan per la Macedonia, ma purtroppo sono sorti problemi con la Grecia che speriamo si possano superare”. Sicuramente – ha riferito – “era negli auspici italiani l’allargamento della NATO ad Albania, Croazia, come un fattore molto importante di stabilità nei Balcani”. “Credo anche – ha aggiunto il ministro degli Esteri – che la soluzione che si è trovata sul tema delicato della difesa antimissile non soltanto rafforzi la cooperazione euro-atlantica ma apra questo sistema ad una integrazione con la Russia”.”Mi sembra – ha proseguito – che vada nella direzione che avevamo auspicato. Credo anche che la prudenza su Ucraina e Georgia sia stata un fatto positivo”. “Nel complesso – ha aggiunto – mi sembra che la riunione segni uno sviluppo positivo. Direi che il tema di fondo sia stato proprio l’apertura americana verso un sistema europeo di difesa e dall’altra parte il rafforzamento del rapporto euro-atlantico marcato anche dalla prospettiva – ha concluso – di un ritorno della Francia a pieno titolo nel sistema difensivo dell’alleanza. Una riunione di notevole rilievo”

Putin invita Traian Basescu a Mosca

Al termine del consiglio NATO-Russia, il leader del Cremlino ha avuto un incontro di mezz’ora con il presidente Traian Basescu, durante il quale ha invitato il presidente a Mosca. L’incontro della scorsa settimana è stato il primo tra i presidenti dei due paesi a Bucarest dopo il 1990. Basescu ha sottolineato che dopo la sua visita a Mosca avvenuta nel 2005 le relazioni tra i due paesi sono molto migliorate. “Sono convinto che allora si sono gettate le basi di un nuovo tipo di relazione tra Romania e Russia e ve ne sono grato“, ha detto Basescu a Putin, dopo avere incassato i complimenti del leader russo per l’organizzazione del summit NATO. Putin ha sottolineato la storia delle relazioni diplomatiche tra Russia e Romania ammettendo che negli ultimi anni anche la relazione economica sta migliorando“. In questa occasione, il presidente ha invitato Basescu a Mosca anche se probabilmente non sarà lui a riceverlo ma il suo successore Mendeev.

Daniele Pantaleoni


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